Telecom, nel 2014 meno difficoltà: ora investimenti e assunzioni

Milano, 20 feb. (LaPresse) - I conti della svolta non sono arrivati per Telecom Italia: nel 2014 calano fatturato ed Ebitda, anche se meno del passato, mentre il debito rimane oltre i 26 miliardi. Il piano industriale 2015-2017, presentato oggi a Londra poco dopo il consuntivo preliminare 2014, nonostante tutto ciò, passa ancora per forti investimenti: ben 14,5 miliardi tra Italia e Brasile. L'obiettivo del profitto è lontano, ma se tutti gli investimenti daranno i frutti sperati si arriverà ad una gestione in nero tra tre anni: l'Ebitda sarà infatti negativo quest'anno, piatto nel 2016 e in crescita nel 2017. In questo scenario, evidentemente complesso, l'a.d. Marco Patuano, esclude però un'integrazione con l'operatore di rete fissa leader in Brasile, quella Oi che si era detta interessata ad un merger con Tim Brasil: "Sulla mia scrivania non c'è posto per Oi" ha detto parlando agli analisti a Londra. Brasile che quindi andrà avanti da solo, e non sarà un cammino semplice viste le crescenti difficoltà dell'economia locale. L'unico asset in uscita è quindi la rete italiana di 1.500 torri di telecomunicazione, che saranno scorporate e quotate in Borsa tramite Inwit. Un'operazione analoga l'hanno già fatta anche: Mediaset creando Ei Towers, la Rai con RaiWay e recentemente Wind che ha ceduto le sue torri ad Abertis.

Acque ancora molto mosse attorno a Metroweb, la società di Cdp che detiene delle reti in fibra ottica a Milano e Roma, che molti vedono come soggetto aggregatore per la rete ultrabroad band coinvolgendo non solo Telecom ma anche Fastweb e Vodafone. Una convivenza difficile, specie se l'operatore 'incumbent', Telecom, chiede il controllo del nuovo soggetto. Patuano è stato chiaro: "C'è spazio per andare avanti - ha spiegato agli analisti - abbiamo detto da subito, che a certe condizioni saremmo stati interessati, fare un investimento nelle aree metropolitane è una priorità che si distribuirà nel tempo in modo corretto". La vera sorpresa del piano sono le 4mila assunzioni che Telecom intende portare avanti nei prossimi anni, sfruttando, è scritto nero su bianco nei comunicati, le agevolazioni del Jobs act, ponendosi come obiettivo di quasi triplicare i suoi dipendenti tra i 20 ed i 30 anni, che passeranno dal 3% all'8% nel 2018. Così si facendo ci si aspetta un risparmio sui costi di personale del gruppo, grazie alle agevolazioni per i neoassunti, di circa 100 milioni, nonostante i lavoratori Telecom siano in solidarietà da oramai 4 anni. Più in generale il piano 2015-2017 prevede attività di efficientamento delle spese con un risparmio di circa 1 miliardo cumulato nel triennio. Tornando ai numeri del bilancio 2014, Telecom Italia chiude con ricavi consolidati a 21,573 miliardi di euro (-5,4% in termini organici rispetto al 2013) ed un Ebitda consolidato a 8,786 miliardi di euro (-6,8% in termini organici rispetto al 2013). L'indebitamento finanziario netto rettificato di Telecom Italia, stando a quanto riportato nella nota sui risultati preliminari del 2014, cala a 26,651 miliardi di euro, in diminuzione di soli 156 milioni.

I ricavi dei servizi domestici hanno registrato nel quarto trimestre 2014 una variazione anno su anno del -4,4%, in recupero di 4,7 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2013. Una situazione che potrebbe cambiare ora che l'80% della popolazione è raggiunta dalla tecnologia Lte (Long Term Evolution), mentre il 28% della popolazione è già raggiunto dalla fibra ottica. Per l'Italia sono previsti in tutto 5 miliardi di investimenti, per incrementare di circa 1 milione i clienti attivi. Oltre agli investimenti poi Telecom da aprile potrà contare anche sulla possibilità di offrire i contenuti di Sky via web, l'accordo è dell'aprile 2014, ma diventerà operativo sono da aprile di quest'ano: "Avremo gli stessi contenuti di Sky sul satellite - ha spiegato Patuano - l'accordo prevede l'accesso alla base dei clienti di entrambi, i profitti saranno suddivisi". Infine un cambiamento di forma, più che di sostanza: l'intera offerta commerciale di Telecom Italia rientrerà d'ora in poi sotto le insegne 'Tim', brand ritenuto più internazionale ed identificabile. In Borsa il titolo è stato molto volatile, con andamento da montagne russe sopra e sotto la parità, al momento viaggia a 1,01 a -1,27%. Restando in tema di Borsa, nessun accenno alla fusione di ieri di Telecom Italia Media (-1,43% a 1,03 euro).

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