Svimez: Occupati al Sud ai livelli del '77, -583mila posti di lavoro

Roma, 28 ott. (LaPresse) - Un Sud "a rischio desertificazione umana e industriale", dove si continua a emigrare e a non fare figli. E' il quadro che emerge dal rapporto Svimez sull'economia del Mezzogiorno presentato stamattina al tempio di Adriano. In 116 mila, secondo quanto si legge nel rapporto, hanno lasciato il Sud nel 2013, che è stato un anno nero anche per le nascite dato che "continuano a esserci più morti che nati".

OCCUPATI SUD A LIVELLI DEL '77, -583MILA POSTI - Il numero degli occupati al Sud tocca quota 5,8 milioni, il livello più basso almeno dal 1977, anno da cui sono disponibili le serie storiche basi di dati, si apprende ancora dal rapporto Svimez. "Tra il 2008 e il 2013 delle 985mila persone che in Italia hanno perso il posto di lavoro, ben 583mila sono residenti nel Mezzogiorno", sottolinea il rapporto.

57,3% FAMIGLIE SUD SONO POVERE, 9,5% SOTTO I MILLE EURO - Il 57,3% delle famiglie meridionali appartengono alle classi più povere e il 9,5% di queste, nel 2012, ha guadagnato meno di mille euro al mese. Il rapporto Smimez definisce "poverissimo" il 28% delle famiglie abruzzesi e pugliesi, il 29% delle molisane, il 31% delle calabresi, il 34% delle lucane, il 35,7% delle campane e il 41,7% delle siciliane.

CALABRIA LA REGIONE PIU' POVERA - La Calabria si conferma la Regione più povera d'Italia con un Pil pro capite che nel 2013 si è fermato a 15.989 euro, meno della metà delle Regioni più ricche come Valle d'Aosta, Trentino Alto Adige e Lombardia. L'anno scorso la Regione più ricca è stata la Valle d'Aosta, con 34.442 euro, seguita dal Trentino Alto Adige (34.170), dalla Lombardia (33.055), l'Emilia Romagna (31.239 euro) e Lazio (29.379 euro). Nel Mezzogiorno la Regione con il Pil pro capite più elevato è stata l'Abruzzo (21.845 euro). Seguono il Molise (19.374 euro), la Sardegna (18.620), la Basilicata (17.006 euro), la Puglia (16.512 euro), la Campania (16.291 euro), la Sicilia (16.152 euro) e la Calabria (15.989 euro). In generale, in termini di Pil pro capite, il Mezzogiorno nel 2013 è sceso al 56,6% del valore del Centro Nord, tornando ai livelli del 2003, con un Pil pro capite pari a 16.888 euro. In valori assoluti, a livello nazionale, il Pil è stato di 25.457 euro, risultante dalla media tra i 29.837 euro del Centro-Nord e i 16.888 euro del Mezzogiorno.

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