Svimez: Cresce solamente il Nord, il Pil del Meridione è fermo al +0,1%

di Matteo Bosco Bortolaso

Roma, 27 ott. (LaPresse) - Un Meridione che non cresce e si ferma a un +0,1% del Pil. Investimenti, fiducia e consumi nel Sud stentano a ripartire. E manca, soprattutto, il lavoro. Questo ha obbligato migliaia di persone a emigrare nelle regioni del Nord o all'estero. Il risultato è una perdita netta: nel 2014 circa 20mila persone hanno lasciato il Meridione, per un totale di 744mila unità negli ultimi 13 anni. E' questo il quadro che esce dal rapporto annuale dell'associazione per lo sviluppo del Mezzogiorno, lo Svimez, presentato a Montecitorio.

NUMERI PICCOLI, IL SUD NON CRESCE. Secondo le stime dell'associazione, aggiornate a settembre scorso, nel 2015 il Pil italiano dovrebbe crescere dello 0,8%, quale risultato del +1% del Centro-Nord e di un "timidissimo" +0,1% del Sud. "Se confermata, si tratta comunque della prima variazione positiva di prodotto del Sud da sette anni a questa parte", sottolinea lo Svimez nel suo rapporto.

LA POPOLAZIONE CALA, IMMIGRAZIONE AL NORD. L'anno scorso, la popolazione meridionale italiana "è diminuita ulteriormente di circa 20mila unità, per effetto congiunto delle migrazioni e per il calo delle nascite". Tra il 2001 e il 2014 "sono emigrati dal Sud verso il Centro-Nord oltre 1,67 milioni di persone, a fronte di un rientro di 923mila unità: il Mezzogiorno ha quindi perso nettamente 744mila unità", sostiene lo Svimez. Di questi, "il 70%, 526mila, sono giovani, di cui poco meno del 40% (205mila) laureati". Da rilevare come negli "ultimi 15 anni i laureati emigrati siano cresciuti di 1.000 unità l'anno".

LAVORO, PEGGIO DI SPAGNA E GRECIA. "Al Sud solo un giovane su quattro e una donna su cinque hanno un lavoro. Dati che non hanno paragone in Europa", ha detto il direttore dello Svimez Riccardo Padovani. Nemmeno l'istruzione sembra aiutare a farsi strada: il tasso di occupazione dei diplomati italiani under 34 al Sud è del 24,7%, mentre quello dei laureati è solo leggermente migliore, e si ferma al 31,9%. Il paragone con l'Europa è poco lusinghiero: "Il tasso di occupazione di diplomati e laureati under 34, a tre anni dal conseguimento del titolo, fermo in Italia al 45%, si confronta con una media dell'Ue a 28 del 76% - sottolinea il rapporto - il Meridione si colloca in fondo alla classifica, facendo registrare una condizione giovanile nel mercato del lavoro (e nella formazione) peggiore di Spagna e Grecia".

LA RICETTA: INPS E REDDITO MINIMO. Dopo aver tracciato un quadro di luci e ombre, ma comunque non troppo incoraggiante, lo Svimez propone di "prorogare nel Mezzogiorno anche per il 2016, con la stessa intensità e la stessa durata, l'esonero dal pagamento dei contributi Inps a carico del datore di lavoro per i nuovi assunti a tempo indeterminato". Si caldeggiano poi misure di sostegno al reddito, definite "non più rinviabili" dal direttore Padovani, che ha spiegato come le due principali proposte, su cui "il legislatore dovrebbe decidere", sono il "reddito di inclusione sociale e il reddito di cittadinanza".

LA CAMERA NE PARLERA'. La presidente della Camera, Laura Boldrini, ha partecipato alla presentazione del rapporto sottolineando che l'economia italiana mostra nel suo complesso "timidi elementi di ripresa", ma "quello che preoccupa è il divario tra Nord e Sud, che si registra in tutti i campi". Per Boldrini, "le istituzioni devono dare segnali più forti per i problemi sociali del Paese" e "saremo fuori dalla crisi solo quando saranno i cittadini a dirlo, e oggi non siamo ancora arrivati a questo punto". La presidente ha annunciato che la Camera si riunirà per discutere della situazione del Sud nei prossimi giorni, appena lo consentirà il calendario.

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