Stretta su visti e passaporti d'oro: l'Ue chiede più controlli. Nel mirino anche l'Italia

Faro di Bruxelles sui controversi dispositivi che permettono a ricchi investitori di acquisire permessi di soggiorno o addirittura la cittadinanza di un Paese europeo: "Rischi in termini di sicurezza, riciclaggio ed evasione fiscale"

La Commissione Ue ha pubblicato un rapporto in cui chiede ai Paesi Ue maggiore vigilanza nella concessione dei cosiddetti 'visti d'oro' e 'passaporti d'oro', cioè dei dispositivi nazionali controversi che permettono a ricchi investitori di acquisire permessi di soggiorno o addirittura la cittadinanza di un Paese europeo. Questa pratica, da cui traggono beneficio in particolare cinesi, russi o statunitensi facoltosi, "presenta un certo numero di rischi, in termini di sicurezza, di riciclaggio di denaro o ancora di evasione fiscale", afferma il rapporto presentato dall'esecutivo comunitario, che chiede agli Stati membri di essere più attenti nei controlli dei candidati e "più trasparenti" sul modo in cui accordano questi privilegi. "Parliamo dell'apertura di un golden gate per l'Europa per alcune persone privilegiate che hanno soldi da pagare per la cittadinanza o la residenza", ha spiegato la Commissaria Ue per la Giustizia, Vera Jourova, presentando la pubblicazione. "Guardiamo a questo con preoccupazione", ha aggiunto, sottolineando che "visti d'oro e passaporti d'oro" non possono essere un anello debole negli sforzi Ue per tagliare corruzione e riciclaggio di denaro.

Nel mirino in particolare Paesi come Malta, Cipro e la Bulgaria, che hanno in vigore il sistema dei 'passaporti d'oro' che permette di acquistare la cittadinanza e di circolare liberamente in Ue, in cambio di investimenti di un valore compreso fra 800mila euro e 2 milioni di euro. Altri Paesi invece, più numerosi, fra cui l'Italia, hanno il sistema dei 'visti d'oro' e permettono agli investitori di acquistare non la cittadinanza ma dei permessi di soggiorno: chi è titolare di questo tipo di 'golden visas' può viaggiare liberamente nell'area Schengen per massimo 90 giorni in un periodo di 180 giorni. Sono 20 i Paesi in cui è attivo questo schema: Regno Unito, Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Irlanda, Grecia, Spagna, Francia, Croazia, Italia, Cipro, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Olanda, Polonia, Portogallo, Romania e Slovacchia.

I controlli effettuati per verificare che i candidati non presentino problemi di sicurezza o che non riciclino denaro non sono sufficienti, afferma la Commissione Ue. "Corrotti e criminali possono facilmente trovare rifugio in Europa grazie all'opacità e alla mancanza di inquadramento dei programmi soprannominati 'visti d'oro'", avevano denunciato due ong, Transparency International e Global Witness, in un rapporto pubblicato qualche mese fa. Questa situazione favorisce "l'adozione di decisioni discrezionali e la corruzione", avevano lamentato nel documento, stimando che almeno 6mila passaporti e circa 100mila permessi di soggiorno sono stati "venduti" nell'Ue negli ultimi 10 anni. Il programma dei 'visti d'oro' a Malta era uno dei temi su cui indagava la giornalista d'inchiesta Daphne Caruana Galizia, assassinata a ottobre del 2017.

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