Stress test, ecco le banche italiane che li hanno superati. Piazza Affari in rialzo e spread in calo

Intesa San Paolo per la quinta volta si conferma la migliore, Unicredit al secondo posto, segue Ubi Banca e Banco Bpm

Le quattro banche italiane coinvolte superano gli stress test dell'Autorità bancaria europea (Eba), anche se con voti leggermente diversi. La prima della classe è Intesa Sanpaolo. Poi ci sono Unicredit, Banco Bpm e Ubi Banca. Le prime due di questo terzetto, però, sono in un gruppo di 25 istituti europei che rischiano di dover ridurre il dividendo nel caso di scenario avverso dell'economia.

In generale, l'Eba ha esaminato 48 banche del Vecchio Continente, da 14 Paesi Ue più la Norvegia, arrivando alla conclusione che il sistema mostra maggiori "resilienza e capacità di resistere agli shock gravi e agli impatti patrimoniali" rispetto all'ultimo esame del 2016. La Banca d'Italia sottolinea che gli istituti italiani hanno registrato sotto stress una riduzione media del Cet1 ratio di 3,9 punti percentuali su base 'fully loaded' "in linea con quello medio del complesso delle banche" dell'eurozona.

Il supervisore unico della Bce fa sapere che nello scenario avverso la riduzione del coefficiente di Cet1 medio aggregato delle 33 banche interessate dai test nell'area dell'euro è di 3,8 punti percentuali. Anche il ministro delle Finanze, Giovanni Tria, si dice "soddisfatto" dello stato di salute del sistema bancario italiano. E l'Abi, la lobby delle banche in Italia, parla di risultati "esaurienti e condivisibili".

In particolare, Intesa Sanpaolo mostra in caso di crisi dell'economia nel 2020 un Cet1 del 10,4%, nettamente superiore al 9,9% medio dell'eurozona e oltre anche il 10,1% medio delle banche Ue. "I risultati degli stress test collocano Intesa Sanpaolo ai vertici europei e confermano la nostra Banca un chiaro vincitore di questo esercizio", esulta il ceo, Carlo Messina. Unicredit si attesterebbe con lo scenario avverso al 9,34%, Banco Bpm all'8,47% e Ubi Banca all'8,32%.

La Bce ha tuttavia esaminato la qualità degli attivi di altri istituti significativi, tra cui Carige e Popolare di Bari, che potrebbero ricevere a inizio dicembre dopo l'esame Srep delle richieste su capitale e governance. Anche la numero uno della vigilanza in seno alla Bce, Danièle Nouy, avverte che "in prospettiva" i regolatori europei si baseranno sull'esercizio per "localizzare le singole banche più vulnerabili nonché le categorie di banche più sensibili a determinati rischi".

Nouy non nasconde però la soddisfazione per il risultato che "conferma che le banche partecipanti all'esercizio presentano una capacità di tenuta agli shock macroeconomici maggiore rispetto a due anni fa" e "hanno aumentato considerevolmente la loro dotazione di capitale, riducendo allo stesso tempo i crediti deteriorati e, tra l'altro, migliorando i controlli interni e il governo dei rischi".

Tra le banche dell'eurozona Intesa Sanpaolo si mette in prima fila insieme alla francese Credit Agricole, che avrebbe un Cet1 del 10,21% in calo di scenario avverso, e all'olandese Ing, con un 10,70%. Male Barclays con un Cet1 al 7,28% e Societe Generale al 7,61%. Tra gli altri 'big' del credito europeo si ricordano Deutsche Bank (8,14%), Santander (9,72%), Rbs (9,93%), Bnp Paribas (8,64%).

Grazie al risultato positivo degli stress test chiusura di settimana in positivo per Piazza Affari con l'indice Ftse Mib a +1,07%, a quota 19.390 punti. Chiude in netto calo a 289 punti base anche lo spread tra Btp e Bund tedesco, con il tasso del decennale italiano al 3,31% sul mercato secondario.

 

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