Strage Viareggio, Leonardo: Cda conferma la fiducia in Moretti
"Ha verificato che permangono in capo all'a.d. tutti i requisiti previsti dalla vigente disciplina"

Il cda di Leonardo a seguito della sentenza emessa dal tribunale di Lucca sulla strage di Viareggio che ha condannato l'a.d. Mauro Moretti, ha valutato alla luce della normativa applicabile, gli eventuali impatti sull'esercizio delle funzioni da parte di Moretti. Al riguardo, si legge in una nota, il consiglio "in presenza dei membri del Collegio Sindacale, che ha condiviso le valutazioni poste a fondamento delle determinazioni del Consiglio stesso, ha verificato che permangono in capo all'a.d. tutti i requisiti previsti dalla vigente disciplina, nonché la piena capacità di esercitare le prerogative connesse all'ufficio di organo delegato ed ha confermato, all'unanimità, piena fiducia all'ingegner Moretti". La verifica è stata supportata da uno specifico parere pro veritate, richiesto dal Consiglio di Amministrazione e reso da primari professionisti altamente qualificati nelle materie del diritto civile, penale e internazionale.

Nel parere pro veritate, la cui analisi è stata estesa anche ad alcune giurisdizioni straniere "l'ordinamento interno né gli artt. 2382 e 2387 del codice civile né l'art. 147-quinquies del d. lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 (testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, "TUF") e relative disposizioni di attuazione né l'art. 80 del codice dei contratti pubblici né, infine, la disciplina in materia di nulla osta di sicurezza (c.d. "NOS") determinano la decadenza dalla carica di amministratore delegato di Leonardo" ovvero, si legge in una nota "incidono sulla capacità operativa della Società di svolgere la propria attività economica". Parimenti, prosegue il parere, "è da escludere il venir meno dei requisiti di onorabilità previsti dall'art. 147-quinquies TUIF - che pertanto sono allo stato pienamente confermati - stante il fatto che le imputazioni a carico dell'ing. Moretti, tra l'altro, non riguardano i reati riportati nell'elenco di cui al D.M. n. 162 del 2000". Ad analoghe conclusioni si perviene con riferimento alle aggiuntive dichiarazioni di natura reputazionale rese da Moretti in sede di accettazione della candidatura alla carica di amministratore di Leonardo in quanto dette dichiarazioni fanno riferimento a fattispecie di reati del tutto diverse da quelle per le quali oggi Moretti è stato condannato in primo grado nel processo penale de quo. "Sempre con riguardo all'ordinamento italiano, si conferma che la condanna in primo grado non esplica ex lege alcun impatto sull'operatività aziendale" prosegue il parere, spiegando che rispetto agli ordinamenti stranieri, "né a livello comunitario né a livello Ocse sono ravvisabili disposizioni in base alle quali la pronuncia di condanna non definitiva dell'attuale amministratore delegato di Leonardo per delitti colposi possa incidere sulla capacità della Società di partecipare a gare indette da enti pubblici". La pronuncia di condanna non integra alcuna causa di esclusione dalle gare indette da enti pubblici o agenzie governative dei paesi sopra menzionati e pertanto non comporta, di per sé, limitazioni per Leonardo alla capacità di partecipare a dette gare.
 

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