Standard & Poor's taglia rating Italia

New York (New York, Usa), 20 set. (LaPresse/AP) - L'agenzia Standard & Poor's ha tagliato il rating dell'Italia da A+/A-1+ ad A/A-1. Mentre tutte le attese degli ultimi giorni si erano concentrate su un possibile declassamento da parte di Moody's, a declassare il rating del debito italiano sia a breve che a lungo termine è stata S&P, che ha addotto come principali motivi della sua decisione la situazione politica italiana e la pressione del debito. L'agenzia ha fissato per l'Italia un outlook negativo, il che significa che in futuro potrebbero esserci ulteriori downgrade.

"Il tentativo di risposta politica del governo italiano alle recenti pressioni del mercato suggerisce un'incertezza politica futura, che continua, sui mezzi con cui affrontare le sfide economiche dell'Italia", scrive il managing director dell'agenzia David T. Beers. Il declassamento potrebbe portare costi più alti per il debito dell'Italia perché implica che gli investitori accettino rischi più alti comprando titoli italiani.

La valutazione dell'agenzia di rating non si ferma qui: per S&P le prospettive di crescita economica dell'Italia si stanno indebolendo e questo limiterà probabilmente l'efficacia del piano economico previsto dal governo, cioè della manovra. Standard & Poor's ha rivisto al ribasso le stime di crescita, prevedendo che il Pil italiano crescerà a una media annuale dello 0,7% fra quest'anno e il 2014, e non dell'1,3% annuo come sostenuto precedentemente. "Crediamo che il ritmo ridotto dell'attività economica italiana renderà difficile raggiungere gli obiettivi fiscali rivisti dal governo", dice Standard & Poor's. L'agenzia riserva inoltre un affondo alla politica italiana: le differenze politiche, dice, limiteranno probabilmente la capacità dell'Italia di rispondere in modo decisivo alla crisi.

Ieri Moody's aveva avvertito che le misure contenute nella manovra italiana "aggiungono pressione imminente ai bilanci già sfiancati" degli enti locali e "introducono incertezze sulla ripartizione dei poteri e sulle responsabilità" di Comuni e Regioni, tanto da mettere a rischio il loro rating. Nel suo Weekly credit outlook l'agenzia aveva avvertito che nella manovra da complessivi 54 miliardi di euro sono contenuti "tagli certi ai trasferimenti statali", mentre le entrate aggiuntive per i governi locali portati dalla lotta all'evasione sono "abbastanza incerte". La decisione su un possibile declassamento del rating da parte di Moody's, che era attesa per lo scorso fine settimana, è stata rimandata e dovrebbe essere presa entro ottobre.

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