Segretaria generale Spi-Cgil, Cantone: Sì al Tfr volontario in busta paga L'INTERVISTA

Di Giuseppe G. Colombo

Roma, 6 ott. (LaPresse) - A carte scoperte. Il sindacato vuole 'giocare' così domani mattina, alle 8, quando le porte della sala Verde di palazzo Chigi si apriranno per il confronto con il Governo sul Jobs act. Da una parte il presidente del Consiglio Renzi e la sua squadra, dall'altra i leader di Cgil, Cisl e Uil: un faccia a faccia alla vigilia dell'inizio del voto sulla legge delega in Senato e soprattutto del summit Ue sul lavoro di Milano, appuntamento a cui il premier vuole arrivare con le carte, quelle della riforma del mercato del lavoro, in regola.

E' il segretaria generale dello Spi-Cgil, l'ala dei pensionati dell'organizzazione di corso d'Italia, Carla Cantone, a tracciare lo stato dell'arte dei rapporti tra il Governo e i sindacati in un'intervista esclusiva a LaPresse.

Segretario, i sindacati domani a palazzo Chigi alle 8, alle 9 tocca alle associazioni delle imprese. Basta un'ora a Renzi per chiudere la partita sul Jobs act? "In un'ora, volendo, si possono fare tante cose, dipende dalla volontà politica che uno ha".

E qual é la volontà politica che Renzi dovrebbe mettere in campo? "Una sola: il Governo ci consegni i contenuti della delega, ci dica davvero cosa vuole fare".

Prendere o lasciare?

"Assolutamente no. Renzi si renda disponibile a proseguire il confronto, non ci racconti le sue cose, ci saluta e poi arrivederci: questo non ci andrebbe bene".

Dopodomani però l'aula del Senato deve votare un testo e in più Renzi sarà a Milano per il summit europeo sul lavoro.

"Renzi farebbe bene a guardare non solo all'Europa, ma anche al suo Paese".

Bruxelles, però, aspetta risposte sulle riforme e cioè che siano messe in campo concretamente, con il via libera del Parlamento.

"Io credo che per Renzi sia meglio presentarsi in Europa con un dialogo aperto con le parti sociali, non con un conflitto aperto".

Quindi domani é la resa dei conti? Pronti a scendere in piazza e magari a uno sciopero generale? "Voglio vedere prima le carte, di sicuro non ci faremo impacchettare".

Domani, allora, come andrà?

"Mi auguro che il Governo si renda conto delle vere necessità del Paese e soprattutto capisca che aprire un conflitto sociale con le organizzazioni non fa bene".

A proposito di necessità, il Governo pensa a buste paga più pesanti con l'anticipo del Tfr su richiesta volontaria da parte del lavoratore: strada corretta? "Si tratta di soldi dei lavoratori: devono avere loro la possibilità di decidere se investirli in una pensione integrativa o chiederne l'anticipo".

Ma a voi del sindacato starebbe bene questa ipotesi? "Ripeto: la parola spetta ai lavoratori".

Ritorniamo alla legge delega, al centro del confronto di domani. Renzi vuole abolire co.co.pro e co.co.co: quest'ultimi sono molto diffusi tra i pensionati.

"Io credo che bisogna ridurre al massimo le forme di rapporto di lavoro e quindi anche ridurre tutte le forme che oggi sono precarie, vediamo".

E il contratto a tutele crescenti? "Può essere un'idea: dipende dal modello, ci sono tanti modelli di tutele crescenti. Per noi tutele crescenti significa estendere i diritti a chi non li ha".

Per il Governo significa però anche il superamento dell'articolo 18.

"Non é un problema del Paese".

L'articolo 18, però, sembra un ostacolo insormontabile tra voi e il Governo: per il premier frena gli investimenti e le assunzioni da parte delle imprese.

"Il problema dell'articolo 18 non è un problema del Paese: è una stupidaggine e lo sa pure Renzi".

Perchè Renzi dovrebbe dire una stupidaggine? "Lui sa che non serve il superamento e comunque bisognerebbe chiedere a lui perchè dice il contrario".

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata