Scontro Camusso-Fornero. Ministro: Nessun gusto a licenziare

Roma, 7 giu. (LaPresse) - Nel giorno in cui il disegno di legge per la riforma del mercato del lavoro inizia il suo iter in commissione alla Camera, è scontro tra il ministro del Welfare, Elsa Fornero, e il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. Un botta e risposta a distanza, che riaccende il dibattito sul provvedimento, anche alla luce delle recenti dichiarazioni del ministro sulla parità tra pubblico e privato in termini di licenziamenti. A margine di un convegno a Montecitorio, la leader del sindacato di corso d'Italia non usa mezze parole: "Il ministro - afferma - ha una passione per i licenziamenti che dimostra la sua non sensibilità agli straordinari problemi della crisi".

Meno di un'ora dopo, arrivando alla Camera per la presentazione di un libro sulla riforma del lavoro, Fornero ribatte: "Non mi sembra di dover commentare una frase che si commenta da sola, honestly. Mi sembra chiaro quello che ha detto". Nel corso del suo intervento, la titolare del dicastero di via Veneto sottolinea che "non è per il gusto del licenziamento che nasce la riforma dell'articolo 18, ma per creare i presupposti dell'occupazione in un mondo del lavoro che sia dinamico". Una riforma che per Fornero potrà aiutare la crescita del Paese, ma che da sola "non è in grado di far uscire il Paese dalla recessione". Intanto il disegno di legge ha iniziato stamattina il suo percorso nell'undicesima commissione di Montecitorio: da martedì a giovedì si proseguirà con la discussione generale, poi le audizioni, mentre il termine per la presentazione degli emendamenti è stato fissato al 22 giugno.

L'auspicio, ha sottolineato ieri il presidente della commissione, Silvano Moffa, è che i lavori in commissione si concludano entro fine mese, in modo che il provvedimento possa passare all'esame dell'emiclo di Montecitorio a inizio luglio. Dopo l'approvazione del Senato, dove la riforma ha subito modifiche rispetto al testo licenziato dal Consiglio dei ministri, uno dei due relatori del provvedimento in commissione alla Camera, Giuliano Cazzola (Pdl), giudica "difficili" ulteriori cambiamenti e sottolinea la necessità "di trovare un'intesa in questa strana maggioranza". Il viceministro del Lavoro, Michel Martone, auspica "che la riforma possa essere approvata entro l'estate per dare un altro segnale all'Europa della volontà del Paese di fare riforme necessarie per il risanamento". "ll governo - conclude - confida che il dibattito alla Camera, che si preannuncia ricco e intenso, sia animato dalla volontà di mantenere l'equilibrio di un provvedimento delicato".

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