San Raffaele, vicepresidente Profiti presenta concordato in tribunale

Milano, 10 ott. (LaPresse) - Il vicepresidente del San Raffaele Giuseppe Profiti è arrivato in tribunale a Milano, accompagnato dall'avvocato Franco Gianni, per presentare alla seconda sezione fallimentare il concordato preventivo. Il documento, se verrà approvato dal giudice Filippo Lamanna, potrebbe evitare il fallimento dell'ospedale chiesto dai pm Luigi Orsi e Laura Pedio.

Il concordato presentato oggi è stato approvato venerdì scorso dal cda della Fondazione San Raffaele Monte Tabor. Il piano di salvataggio prevede la costituzione di una newco controllata dallo Ior e dell'imprenditore Vittorio Malacalza, che conferiranno 250 milioni di euro alla Fondazione. In cambio acquisiranno 438 milioni di attività che comprendono gli ospedali e i centri di ricerca del San Raffaele e 500 milioni di passività: 350 milioni di debiti e una quota di leasing che l'istituto fondato da Don Luigi Verze' deve pagare.

La newco farà fronte per intero a queste passività. Alla Fondazione resteranno quindi attività per 271 milioni (tra cui alcune piantagioni in Brasile e quote di una compagnia aerea) e i 250 milioni versati dallo Ior e dal gruppo Malacalza. La Fondazione avrà inoltre iscritti a bilancio circa 750 milioni di debiti che intende ristrutturare, pagandone tra il 52 e il 60%. Al 31 ottobre, secondo le stime che sono state indicate nel concordato, il San Raffaela ha passività per circa 1,5 miliardi di euro, di cui 500 milioni di laesing e 960 milioni di debiti (18 in più rispetto al giugno scorso) di cui 540 con i fornitori e 230 con il gruppo di banche creditrici.

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