Salvataggio Cipro: lo scenario muta per i creditori bancari? (analisti)
(Finanza.com) Sulla base dell'accordo con la troika, Cipro rinuncia al modello di business di paradiso fiscale accettando il ridimensionamento del suo sistema bancario e l'aiuto europeo. I controlli di capitale che verranno imposti necessariamente alla riapertura delle banche serviranno a tenere la situazione sotto controllo, ma ormai il danno è fatto. Il fallimento del primo pacchetto e l'incertezza che ha generato crea una ferita profonda nella fiducia verso gli asset dell'Eurozona. “Continuiamo a sostenere che per quanto riguarda i depositi Cipro sia un caso pressoché unico, Lussemburgo e Malta potrebbero essere casi che si avvicinano, sia per le dimensioni delle giacenze di conto corrente rispetto alle dimensioni della sua economia sia soprattutto rispetto alla loro vulnerabilità causata dall'avere molti depositi di non-residenti” commentano gli esperti di JW Partners, società indipendente specializzata in currency advisory ad investitori istituzionali, nel consueto outlook settimanale. “Tuttavia i controlli di capitale e soprattutto una forte apertura al bail-in del settore privato in caso di serie difficoltà diventano innegabilmente precedenti importanti. Questa apertura non può che portare maggiore volatilità e avversione al rischio in un mercato ancora esposto alla frammentazione e alla fuga di depositi e con un sistema bancario sottocapitalizzato”. Secondo gli esperti di JW Partners le dichiarazioni del Presidente dell'Eurogruppo non vanno quindi sottovalutate perché in questi mesi verranno definiti i meccanismi di risoluzione bancaria (di cui Cipro potrebbe essere stata un'involontaria prova generale) all'interno delle linee-guida per l'unione bancaria. Da questo punto di vista, a molte delle rassicurazioni sulla unicità di Cipro viene rovinosamente a mancare il terreno sotto i piedi.

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