Ryanair, sindacato belga: "Sposta equipaggi polacchi e tedeschi per sostituire il personale in sciopero"
Lo stop è stato fissato per mercoledì e giovedì non solo in Belgio, ma anche in Spagna, Portogallo e Italia

Equipaggi polacchi e tedeschi chiamati al lavoro per far fronte alla carenza di personale di Ryanair in Belgio, dove i dipendenti incroceranno le braccia mercoledì e giovedi prossimi. È la denuncia del sindacato belga Cne, che si dice "preoccupato per l'inerzia delle autorità" del Paese in vista di quella che ritiene la "probabile" mossa della compagnia low cost per vanificare la protesta. Lo sciopero si preannuncia come il più grosso della storia di Ryanair ed è stato indetto dai sindacati di Belgio, Spagna e Italia per il 25 e 26 luglio, proprio mentre i contri di aprile-giugno segnano un calo del profitto. Cne chiede alle autorità del Paese di verificare che le regole siano rispettate, eventualità sulla quale stanno già indagando le autorità spagnole e portoghesi. La low cost irlandese si difende e ribadisce che il proprio equipaggio di cabina è ben pagato e gode di tutti i diritti per riposi e indennità. In Italia lo stop si svolgerà solo nella giornata del 25 luglio. Secondo un portavoce di Ryanair la società si aspetta che i voli non subiscano variazioni e tutto vada "come pianificato".

La low cost irlandese ha già cominciato, invece, a provvedere per gli scioperi negli altri Paesi. Ryanair ha cancellato fino a 200 voli giornalieri in partenza o in arrivo dalla Spagna, 50 per il Portogallo e 50 per il Belgio. Quindi 300 collegamenti fra gli scali spagnoli, portoghesi e belgi e altri 300 verso aeroporti di altre nazioni, per un totale di 100.000 passeggeri interessati. Ryanair sostiene di aver offerto loro "l'opportunità di essere riassegnati su un volo alternativo operante entro sette giorni prima o dopo il 25 e il 26 luglio" e che i clienti "possono anche ricevere un rimborso completo dei biglietti". All'inizio di luglio cinque sindacati hanno lanciato una 'chiamata allo sciopero' rivolta al personale di cabina di Ryanair di Belgio, Spagna, Portogallo e Italia. Per il direttore marketing della compagnia, Kenny Jacobs, questi stop "non hanno alcuna giustificazione e nessun altro scopo se non quello di rovinare la vacanza in famiglia e avvantaggiare le altre società". Jacobs ricorda che "il personale di bordo di Ryanair ha un buon stipendio - fino a 40.000 euro l'anno" e sottolinea che per quanto riguarda i giorni di riposo, l'azienda è "leader del settore" e gli equipaggi di cabina ricevono "buone commissioni sulla vendita" dei prodotti a bordo, come i gratta e vinci. Lo scorso 19 luglio la compagnia aerea ha siglato il suo terzo accordo di riconoscimento sindacale per il personale di bordo con Verdi in Germania.

L'accordo segue il primo siglato con i sindacati italiani Anpac e Anpav e il secondo con il sindacato Unite nel Regno Unito. Dal 24 luglio, invece, in Italia si aprirà un tavolo di negoziazioni tra Ryanair e Fit-Cisl, Anpac e Anpav per la stesura del contratto collettivo per il personale navigante con base nel Paese. Intanto segnali non positivi vengono dai conti del primo trimestre fiscale: l'utile è calato del 22% a 309,2 milioni, a causa dell'aumento dei costi del carburante e dei salari dei piloti. Il rimbalzo dei prezzi del petrolio ha causato alla compagnia aerea un rincaro di 118 milioni di euro, che dovrebbero raggiungere i 430 milioni nell'anno. La compagnia registra comunque un aumento del 7% del numero di passeggeri, che raggiungono i 37,6 milioni nel trimestre, nonostante i 2.500 annullamenti dei voli relativi agli scioperi dei controllori del traffico aereo in diversi Paesi. Numeri che spingono la low cost a confermare la guidance di un utile dopo le tasse tra 1,25 e 1,35 miliardi di euro.

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