Rossi (Ivass): Tariffe Rc auto sono un'ingiustizia, più controlli

Milano, 26 giu. (LaPresse) - Più controlli e la possibilità di svolgere degli arbitrati, fari puntati sulla fusione Unipol-Fondiaria Sai e la ristrutturazione di Generali. Continua l'ingiustizia delle tariffe Rc auto in Italia. Sono questi alcuni dei passaggi centrali della relazione del presidente Salvatore Rossi, sull'attività dell'Ivass, l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, che dal 2013 ha preso il posto dell'Isvap. Rossi che è anche d.g. della Banca d'Italia, ha letto oggi in via Nazionale a Roma le sue considerazioni. Sul fronte della vigilanza assicurativa, in Italia come in altri paesi, essa riguarda il controllo prudenziale sulle imprese di assicurazione e la tutela del consumatore. "Nostro obiettivo è rafforzare l'una e l'altra" ha spiegato Rossi. Il controllo si esercita in Italia su 137 imprese assicurative, molte delle quali appartengono a uno dei 33 gruppi presenti sul mercato: i primi 10 gruppi occupano tre quarti del mercato. Ai fini della tutela del consumatore, il controllo si esercita anche su circa 250.000 intermediari. "L'azione di vigilanza prudenziale, finora incentrata prevalentemente nel controllo di congruità delle riserve tecniche, degli attivi a copertura di queste, del margine di solvibilità, dovrà orientarsi più decisamente anche alla valutazione degli assetti proprietari e gestionali delle imprese vigilate, alla loro organizzazione, al loro sistema di controlli interni, alla governance. La direttiva europea Solvency II spinge in questa direzione" ha spiegato Rossi. Nel 2012 i reclami, primaria fonte informativa per definire controlli, ispezioni, procedimenti sanzionatori in materia di tutela degli assicurati, sono stati 31.000, le sanzioni sono ammontate a oltre 50 milioni di euro.

Diversamente dal caso bancario, le sanzioni colpiscono le imprese e non le persone fisiche, sicché possono finire con l'essere considerate una mera voce di costo, da scaricare sulle tariffe. Al tempo stesso, il sistema non prevede un dispositivo stragiudiziale di risoluzione delle controversie fra clienti e controparti professionali, in analogia all'Arbitro Bancario Finanziario. "Entrambe le questioni sono ora oggetto di riflessione; necessiterebbero eventualmente di interventi legislativi" auspica Rossi. Dall'inizio del 2013 sono stati avviati 11 nuovi accertamenti in loco, in aggiunta ai 9 disposti l'anno precedente e ancora in corso "in particolare presso le società coinvolte nel progetto di integrazione tra i gruppi Unipol e Fondiaria-Sai" spiega Rossi che aggiunge "oggetto di valutazione è, attraverso una serrata interlocuzione con le compagnie interessate e con altre Autorità, la sussistenza dei requisiti prudenziali in capo alla società che risulterebbe dalla fusione, seguendo il dettato della legge". Attenzione anche su Generali, "che ha avviato un importante piano di ristrutturazione". Nel 2012, pur in un contesto di contrazione della raccolta, le compagnie assicurative italiane hanno prodotto utili per quasi 6 miliardi, il loro patrimonio di vigilanza è pari al doppio dell'ammontare richiesto nel ramo vita, 2,8 volte nel ramo danni, valori simili a quelli antecedenti la crisi dell'Eurozona. Capitolo Rc auto, di cui "è noto l'amplissimo divario fra i livelli tariffari prevalenti in Italia e in altri paesi europei". Secondo il presidente dell'Ivass "il fenomeno, di vecchia data, sta assumendo una connotazione di ingiustizia grave nella fase di difficoltà in cui molte famiglie italiane versano". "La questione è complessa. Vi possono essere problemi di concorrenza, inefficienze delle imprese nella liquidazione dei sinistri, comportamenti fraudolenti degli assicurati - aggiunge Rossi - Sono patologie che producono forti distorsioni del mercato, acute in alcune aree del Mezzogiorno. Nell'interesse dei consumatori onesti e dell'intero sistema è necessario individuare soluzioni radicali e durature. Le tariffe possono e debbono scendere, senza pregiudicare la solvibilità delle compagnie, se vengono messi in campo gli opportuni presidi. L'Ivass si adopererà perché questo obiettivo si realizzi".

L'Ivass sta conducendo iniziative anche su altri fronti della tutela: comportamenti scorretti di imprese esterovestite; polizze abbinate a mutui e ad altri finanziamenti bancari; Contact Center consumatori da implementare. Ma le assicurazioni hanno anche un altro importante ruolo, quello "di principale investitore istituzionale del Paese. Il portafoglio detenuto dalle compagnie a copertura delle riserve tecniche del ramo danni e di quelle tradizionali del ramo vita è investito in titoli pubblici per oltre il 60 per cento" ricorda Rossi. "Può ancora crescere la presenza di attività private: al momento (fine 2012) le obbligazioni - evidenzia la relazione - in prevalenza bancarie, assorbono meno di un quarto del portafoglio". "La struttura finanziaria del Paese deve evolvere verso un assetto che veda ridotta la dipendenza delle imprese dal credito bancario e accresciuto il ruolo dei mercati finanziari e dei capitali come canali di finanza esterna per il sistema produttivo" conclude Rossi, ricordando che una "delle precondizioni è la crescita degli investitori istituzionali, in primis fondi pensione e assicurazioni. Per le nostre assicurazioni giocare un maggior ruolo nel finanziamento dell'economia, in particolare negli investimenti di lungo periodo e nella capitalizzazione delle imprese, vorrà dire mutare la composizione dei propri attivi a favore di assets privati di cui sarà più complesso valutare la rischiosità".

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