Riunione Bce: attesa per le parole di Mario Draghi dopo turbolenze Cina e timori crescita globale
(Finanza.com)
DraghiTutti gli sguardi saranno rivolti a Francoforte, dove si terrà la riunione della Banca centrale europea (Bce) che è il "driver" di mercato. Dopo l'appuntamento di Jackson Hole, l'istituto guidato da Mario Draghi è la prima grande banca centrale (BoE e Fed si incontreranno nelle prossime settimane) a riunirsi dopo le turbolenze del mese di agosto sui mercati finanziari e valutari, innescate dalla crisi cinese e dai timori sulle prospettive di crescita della seconda economia mondiale e più in generale del rallentamento della crescita globale.

Si attendono soprattutto le dichiarazioni del presidente Mario Draghi (che oggi compie gli anni) nel corso della conferenza stampa che prenderà il via alle 14.30 e che seguirà l'annuncio sui tassi che, secondo gli esperti, non dovrebbe riservare sorprese. "L'incontro di questa settimana dà alla Bce l'occasione per riaffermare i suoi due obiettivi principali", afferma Franck Dixmier, global head of fixed income di Allianz Global Investors. "Alla luce della riduzione delle aspettative sull'inflazione, soprattutto dopo il significativo calo dei prezzi delle materie prime durante l'estate - prosegue Dixmier - ci aspettiamo che la Bce riaffermi la propria capacità di contrastare ulteriori pressioni deflazionistiche senza lanciare - in questa fase - un nuovo programma di Quantitative Easing o ampliare gli strumenti già a disposizione".

Bce
I temi sul tavolo della Bce
Sono diversi i temi di discussione sul tavolo del consiglio direttivo della Bce al termine di questa calda estate che ha rimescolato le carte in tavola. Se nel corso dell'estate era la crisi greca a dominare, adesso c'è la questione Cina in primo piano. E c'è chi avanza l'ipotesi che l'istituto di Francoforte possa implementare nuove misure di stimolo se la situazione lo richiedesse, optando nei prossimi mesi per un aumento della portata del programma di QE europeo (partito ufficialmente solo sei mesi fa, nel marzo 2015).

In prima battuta i membri del consiglio direttivo dovranno valutare quanto le implicazioni della crisi dell'Ex Celeste impero influenzeranno la ripresa dell'eurozona. Per gli esperti di Morgan Stanley Mario Draghi invierà ai mercati un messaggio "dovish" (da colomba) alla luce delle preoccupazioni sugli emergenti. Inevitabilmente, tra i temi sul tavolo del board Bce ci saranno le implicazioni del nuovo regime del Renminbi, la recente volatilità sui mercati, le nuove preoccupazioni legate alla crescita globale (in particolare dei mercati emergenti), oltre alla valutazione delle nuove stime di crescita e inflazione al 2017.  
"A conti fatti - rimarcano da Morgan Stanley - ci attendiamo che la Bce confermi il suo sostegno verso le politiche espansive, usando lo stesso linguaggio che ha utilizzato nell'incontro di luglio (quando il rischio della Grexit, l'uscita della Grecia dalla zona euro, sembrava imminente)". "In questa fase non ci aspettiamo che la banca decida di mettere in campo delle azioni politiche concrete (ad esempio aumentando la portata del QE), ma non possiamo escludere in maniera categorica che la Bce possa agire".  

E se la Bce agisse...
Se, invece, la Bce dovesse realmente intervenire e intraprendere azioni di politica monetaria, aggiungono da Morgan Stanley, allora probabilmente "potrebbe aumentare il ritmo mensile di acquisti, oltre gli attuali 60 miliardi di euro al mese; aumentare la dimensione complessiva del QE oltre gli 1,14 trilioni entro settembre 2016; oppure pesare di valutare la composizione del programma di acquisto, con interventi più mirati o estendendoli ad altri mercati".

Gli analisti della banca americana stimano una revisione al ribasso delle previsioni di crescita e dell'inflazione della zona euro. "Ci aspettiamo che la Bce possa rivedere leggermente al ribasso le loro proiezioni di crescita a causa di un secondo trimestre inferiore alle attese e a causa di un tasso di cambio assunto di poco superiore rispetto al 1,12 utilizzato nel mese di giugno - spiegano -  Un'altra caduta dei prezzi del petrolio probabilmente peserà anche sulle stime a breve termine per l'inflazione". 

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