Renzi: Non possiamo accontentarci di questa ripresa, serve fiducia. Bene le Pmi

Milano, 13 nov. (LaPresse) - "Anche se la crescita dell'economia ha ritrovato il segno più nel 2015, non possiamo accontentarci. Vogliamo restituire solidità al sistema, creare un clima di fiducia nuovamente stabile e robusto". Così il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in messaggio inviato a Confindustria in occasione del sesto 'Pmi Day' che si svolge oggi.

"Il nostro Paese sta finalmente uscendo da una delle più gravi crisi del secondo dopoguerra. Nel corso di questo anno si sono moltiplicati i segnali positivi - ha proseguito Renzi - ovviamente non ci basta, dobbiamo andare avanti perché c'è ancora molto da fare".

PMI ALLA TESTA DELLA RIPRESA. "È un bellissimo segnale che, in occasione della Sesta Giornata Nazionale delle Piccole e Medie Imprese, promossa dalla Piccola Industria di Confindustria, così tante aziende abbiano deciso di aprire le loro porte alle ragazze e ai ragazzi delle scuole, e che in tanti abbiano accettato questo invito". Così il presidente del Consiglio nel messaggio inviato a Confindustria. "Il governo a questo vostro incontro ci crede. Per due ragioni. Perché occorre diffondere una cultura che valorizzi la vivacità del nostro sistema produttivo, la capacità delle nostre imprese di creare lavoro e sviluppo. E perché imprese e scuole dovranno sempre più camminare insieme, favorendo una vera alternanza tra percorsi formativi negli istituti e percorsi di inserimento in azienda" prosegue il premier.

"Le nostre piccole e medie imprese non vanno a rimorchio dei primi segni di ripresa, ma ne sono alla testa. Nell'ultimo anno si è finalmente interrotta la caduta nel numero delle Pmi e i loro conti economici hanno ripreso a crescere. Nello stesso tempo, è migliorata la sostenibilità del debito delle Pmi e, grazie alla riforma della giustizia, i tempi di estinzione delle sofferenze si sono accorciati del 20 percento" prosegue il messaggio di Renzi. "Non solo le Pmi stanno meglio, ma sono tornate a creare occupazione. E occupazione stabile: secondo il rapporto Unioncamere, i rapporti di lavoro a tempo indeterminato delle PMI sono cresciuti addirittura dell'82,5 percento - aggiunge - crediamo che vadano rafforzati i rapporti tra imprese (piccole e grandi) e mondo della scuola. La riforma della "Buona Scuola" va in questa direzione, ma non solo". Il Jobs Act, secondo il premier "ha rilanciato l'apprendistato formativo, rendendolo più conveniente per le imprese, ampliando l'offerta formativa e rendendo possibile l'acquisizione di un titolo di studio arricchito da esperienze di lavoro e crescita professionale nelle aziende". "Questa vostra giornata di incontro è davvero il modo migliore per rispondere alle sfide che abbiamo di fronte e per accompagnare questa stagione di riforme" ha concluso.

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