Reddito di cittadinanza, Svimez: "Più vantaggi al Sud, ma servono 15 miliardi"

Un intervento per aiutare il Mezzogiorno si svuota e si invecchia di anno in anno

La manovra del Governo Conte nel 2019/20 avvantaggerà un po' più il Sud che il Nord, ma in un contesto in cui . È quello che emerge dal Rapporto Svimez 2018, presentato alla Camera. L'impatto dei provvedimenti contenuti nella misura di bilancio darebbe un impulso positivo al Sud di circa lo 0,3% nel 2019 sull'aumento previsto del prodotto lordo dell'1%, e di poco più dello 0,4% nel 2020 sul Pil allo 0,9% ipotizzato.

Nel Centro-Nord, i valori risultano decisamente inferiori, quasi lo 0,2% nel 2019 e 0,24% nel 2020. Le regioni meridionali trarranno vantaggio anche dal reddito di cittadinanza (che secondo Di Maio partirà tra febbraio e marzo 2019): il Mezzogiorno ne assorbirà circa il 63%. La misura consentirebbe di ampliare non di poco la platea dei destinatari rispetto all'attuale reddito di Inclusione, ma non di assicurare il raggiungimento della soglia dei 780 euro indicata dal Governo, per la quale servirebbe uno stanziamento di circa 15 miliardi. Con le risorse attuali, prendendo a riferimento le famiglie con Isee inferiore a 6mila euro e tenendo conto che circa il 50% potrebbe avere una casa di proprietà, sarebbe possibile erogare un sussidio compreso tra i 255 euro per una famiglia monocomponente e i 712 per una con 5 o più componenti, a circa 1,8 milioni di famiglie.

"Io credo fortemente nel nostro Sud Italia e che oggi sia l'opportunità più grande che il nostro Paese ha di creare sviluppo. Credo sia il luogo migliore dove investire in cui investire e fare politiche lungimiranti. Purtroppo i dati del Rapporto non sono confortanti e tutto il Paese si deve interrogare", commenta il presidente della Camera Roberto Fico. La Svimez, infatti, denuncia una perdita di popolazione nelle regioni meridionali che si aggira attorno ai 146mila abitanti all'anno. È come se sparisse da un anno all'altro una città di medie dimensioni.

Negli ultimi 16 anni hanno lasciato il Sud Italia 1 milione e 883 mila residenti: la metà giovani di età compresa tra i 15 e i 34 anni, quasi un quinto laureati, il 16% dei quali si è trasferito all'estero. E nei prossimi 50 anni perderà 5 milioni di abitanti, molto più che nel resto del Paese, dove la perdita sarà contenuta a un milione e mezzo. Avviene perché al Sud non solo ci sono sempre meno nati, ma c'è anche un debole contributo delle immigrazioni. Quello che preoccupa di più è che l'età media al Sud crescerà dagli attuali 43,1 anni ai 51,1 anni nel 2065.
 

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