Rcs presenta nuovo piano industriale. Cosa cambia per i lettori del Corriere (e non solo)

Milano, 21 dic. (LaPresse) - Dopo la presentazione del nuovo piano industriale per il triennio 2016-2018, per Rcs si aprono diverse partite: quelle interne relative alla riduzione dei costi del lavoro e all'ottimizzazione dei processi, ma anche quella esterna legata al percorso intrapreso con le banche creditici. Il cambiamento, però, non sta per investire solo l'azienda: quanto detto oggi dall'amministratore delegato Laura Cioli in conferenza stampa permette infatti di iniziare a immaginare quello che l'azienda ha in serbo per i suoi clienti. A partire dai lettori del Corriere della Sera, la testata che guiderà il viaggio "oltre il digitale" (definizione proprio di Cioli) di Rcs.

PREZZI E OFFERTA EDITORIALE. Partiamo dai prezzi: per l'edizione cartacea, il management ha chiarito che nell'immediato non c'è nessun aumento di prezzo in vista. In compenso, si lavorerà per aumentare il numero degli abbonamenti online. Lo strumento principe di questa strategia sarà il "paywall" , il blocco alla visualizzazione delle notizie per i non abbonati che scatterà entro fine gennaio, annunciato da Cioli con un eloquente "i contenuti di alta qualità devono essere pagati". Quello che si sa è che sarà "metered", cioè entrerà in funzione dopo un certo numero di articoli, e che sarà accompagnato da un aumento dei contenuti a disposizione di chi si abbona, in modo da configurarsi come "un arricchimento" anche per l'utente. La crescita dell'offerta editoriale, nel complesso, dovrebbe passare soprattutto per tre strade: la creazione di nuovi prodotti verticali a pagamento sul modello di 'La Lettura' (il supplemento culturale che già accompagna il Corriere), il lancio di nuove proposte pensate per la fruizione mobile dedicate esplicitamente al pubblico più giovane e la nascita di una piattaforma digitale che fornirà notizie "iperlocali" generate da blogger e utenti.

IL LETTORE DEL 'FUTURO'. Il lettore, nei piani di Rcs, dovrebbe essere sempre più digitale (la quota di ricavi dati dal segmento dovrebbe passare dal 14% a più del 20% in tre anni), ma anche più profilato: l'azienda ha infatti annunciato la sua rivoluzione data-centrica, che passerà dalla creazione di un'area di business apposita, destinata a raccogliere e valorizzare a livello commerciale i profili degli utenti. Ci si prepari, insomma, non solo a navigare, ma anche a registrarsi. Detto tutto questo di chi legge il Corriere, che sarà capofila della trasformazione in atto, qualche informazione è arrivata oggi anche riguardo alle altre testate del gruppo.

PERIODICI E ALTRI PRODOTTI. Nessuna novità sul fronte periodici, innanzitutto, visto che una ristrutturazione è già stata fatta. "Ci teniamo quello che abbiamo", ha sintetizzato a riguardo Cioli. Va invece verso l'esaurimento l'esperienza di Gazzetta Tv sul digitale terrestre, giudicata "non economicamente sostenibile". Da definirsi, infine, il futuro di Sfera, editore focalizzato sul target delle mamme. Si tratta di un asset dismissibile, secondo il piano industriale, ma Cioli ha spiegato che per ora il percorso è quello della ristrutturazione. Di cessione, qualora ci fossero le condizioni giuste di mercato, se ne parlerà dal 2016.

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