Rcs, il patto non si scioglie ma l'approvazione del piano slitta

Milano, 8 apr. (LaPresse) - Niente di fatto, almeno per ora. Il patto di azionisti che controlla 58,138% di Rcs prende tempo in vista dell'assemblea che deve approvare l'aumento di capitale da 400 milioni, entro luglio, ma che potrebbe arrivare a quota 600 milioni. La riunione che si è svolta oggi presso la sede milanese si è conclusa alle 20 dopo 4 ore, con il solo Giampiero Pesenti, presidente del patto a spiaccicare qualche parola con i cronisti intirizziti: "Riunione proficua, non credo che il patto si scioglierà". Di sicuro però qualche avvicendamento nella compagine ci sarà. Perché i soldi sono proprio tanti, e i problemi sono ancora tutti sul tavolo, a cominciare dal debito che supera gli 800 milioni, e che sarà coperto anche da un riscadenzamento da 575 milioni da pattuire con le banche creditrici, pronte a dire di sì se ci sarà l'aumento di capitale. I primi ad uscire dalla riunione erano stati Marco Tronchetti Provera e John Elkann, che però hanno già garantito da tempo che faranno la loro parte a nome di Pirelli e Fiat. Idem Mediobanca e Intesa Sanpaolo, rappresentata nella riunione da Tomaso Enrico Cucchiani e non Giovanni Bazoli. Proprio l'assenza del professore è stato il primo indice di una riunione interlocutoria. C'erano i rappresentanti di Unipol, Merloni, Lucchini, Bertazzoni, che con Pesenti formano un patto nel patto che li colloca al terzo posto del sindacato. Assenti Diego Della Valle (all'8,695%) e i Benetton (al 5,1%) che già hanno detto che non aderiranno. La famiglia Rotelli (che ha il 16,55%) deciderà. La strada per vedere approvato il piano industriale dell'a.d. Pietro Scott Jovane è impervia.

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