Rcs, Elkann sale al 20%. Mistero Della Valle. Addio a Rotelli

Milano, 28 giu. (LaPresse) - Ennesima raffica di colpi di scena nella vicenda Rcs. Proprio nel giorno in cui si chiudeva la negoziazione in Borsa delle opzioni sui diritti inoptati derivanti dalle quote non sottoscritte dell'aumento di capitale da 400 milioni, è morto Giuseppe Rotelli che di via Solferino era diventato negli ultimi anni il primo azionista singolo, arrivando a possedere il 16,55%. Il 68enne re delle cliniche private, le cui condizioni di salute erano gravi da tempo, forse anche per questo non aveva aderito integralmente all'aumento di capitale, lasciando che la sua quota si diluisse al 4%. Proprio sui diritti inoptati della Pandette si è scatenata una lunga guerra di posizione tra gli altri soci. Che però erano oggi chiamati a svelare i loro bluff o le loro carte vincenti. E dal mazzo a vincere per ora sembra essere stato John Elkann, che attraverso la Fiat ha fatto, come preannunciato, mambassa di diritti e la cui quota è raddoppiata passando da poco più del 10% all'attuale 20,135%. Per riuscirci è probabile che siano stati raccolti anche i diritti di Generali (3,9%), Merloni (2%) e Benetton (4,79%). Fiat a questo punto è largamente il primo azionista di Rcs, ma non è tutto ancora deciso.

Anche Fonsai ha deciso di aderire integralmente all'aumento di capitale restando così al 5,54% del gruppo editoriale. Italmobiliare dei Pesenti, oggi titolare del 7,41% scenderà 3,75%. Mistero invece sulle mosse di Diego Della Valle, l'altro grande indiziato all'acquisto dei diritti inoptati. Ieri fonti vicine alla trattativa avevano spiegato che l'imprenditore marchigiano era ancora molto indeciso sul da farsi: diluirsi o mantenere la quota, esclusa invece una scalata. Tutto è possibile, ma allora perché essersi imbarcati in mesi di polemiche sulla gestione di Rcs e sul necessario rifinanziamento del debito da 800 milioni, passando anche da un attacco diretto al piano dell'a.d. Scott Jovane in assemblea? Probabilmente c'è stato un momento in cui mr Tod's pensava di poter fare il colpo grosso, poi però qualcuno gli deve aver sbarrato la strada. In questo senso l'asse Elkann-Bazoli potrebbe aver cambiato il senso di questo romanzo editoriale. Difatti Intesa Sanpaolo già un mese aveva fatto capire di aver voglia di uscire da questo business, lasciando il campo libero a breve chi vorrà sobbarcarsi un salvatggio miracoloso. Ca' de Sass oggi detiene il 4,92%, ed anche Mediobanca scenderà in futuro dal suo attuale 14%. Pirelli oggi al 5,2% non è chiaro come si muoverà, pronti a lasciare sia Mittel che Edison che hanno quote inferiori al 2%.

Il volto di questo 'capitano coraggioso' è quindi quello del'neo-editore John Elkann? Potrebbe essere. L'ultimo erede di casa Agnelli è infatti sempre più interessato all'editoria, oltre a Rcs è a capo di Itedi che possiede 'la Stampa', e siede nei board di 'News Corporatione' del 'Economist' Luoghi di studio e osservazione, ma anche luoghi ideali per trovare nuovi soci di settore,con cui salvare il salvabile di Rcs. Scott Jovane gode del pieno appoggio di Elkann, non di quello di Della Valle. Che però pur di entrare nella stanza dei bottoni del 'Corriere' potrebbe rivedere alcune sue idee, in cambio di alcune decisioni contenute nel piano industriale. Poi quando le banche usciranno, chi vorrà e ne avrà le capacità finanziarie, potrà salire ancora di quota. Di sicuro, da oggi nella nuova Rcs contano di più coloro che vogliono salvarne la storia e meno banche e fondi, anche se editori veri ancora non se ne vedono.

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