Pressing delle imprese sul Governo

Roma, 30 set. (LaPresse) - Il tempo per salvare l'Italia dalla crisi "si è fatto brevissimo" e servono "scelte immediate e coraggiose". Confindustria, Abi, Ania, Rete Imprese Italia e l'Alleanza delle cooperative italiane lanciano il manifesto delle imprese, proponendo al Governo, ma anche alle opposizioni e alle forze sociali, cinque macro interventi per rilanciare la crescita. Le forze produttive rivendicano il loro ruolo propositivo e pur sottolineando le difficoltà del momento, la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, frena sul count-down del Governo: "Non spetta a noi dire se deve dimettersi, nè ci sostituiamo alla politica".

Per le imprese la posta in gioco è più alta della credibilità dell'esecutivo: "Sono a rischio - si legge nel documento - anni e anni di sacrifici e la possibilità di garantire ai nostri figli un Paese con diritti, benessere e possibilità pari a quelli che abbiamo avuto fino ad oggi". A preoccupare gli imprenditori sono "l'ingente ammontare del debito pubblico, la bassa crescita quindicennale e gli alti tassi di spesa pubblica e di prelievo fiscale". Il manifesto ricalca, nei contenuti, le posizioni già espresse negli scorsi giorni su pensioni, riforma fiscale, lotta all'evasione, patrimonio pubblico, liberalizzazioni e privatizzazioni.

Tra le novità l'apertura alla patrimoniale, ma solo "a patto che le risorse reperite servano a ridurre le tasse per i lavoratori e per le imprese, per abbattere l'Irap e l'Irpef" e la richiesta di privatizzare il patrimonio immobiliare di enti locali e statali. Un segnale, quello di oggi, "non di opposizione" anche se sull'ultimatum all'esecutivo pende la delega che la giunta di Confindustria ha conferito a Marcegaglia: disertare i tavoli sullo sviluppo con il Governo qualora non vengano ascoltate le proposte "coraggiose" presentate.

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