Ponte Genova, a.d. Salini Impregilo: "Le grandi opere in Italia si possono fare velocemente"
Ponte Genova, a.d. Salini Impregilo: "Le grandi opere in Italia si possono fare velocemente"

Intervista al manager nel giorno del varo del primo impalcato del nuovo Viadotto Polcevera: "E' frutto di uno spirito di iniziativa collettivo, un'esperienza di collaborazione che da oggi vorremmo chiamare Cantiere Italia"

"Il nuovo ponte per Genova dimostra che in Italia le infrastrutture si possono fare. E anche velocemente e in modo trasparente mantenendo un' altissima qualità. Genova diventa così un simbolo e un precedente per il resto del Paese". Per Pietro Salini, Amministratore Delegato di Salini Impregilo, è questo il messaggio che arriva dal capoluogo ligure nel giorno del varo del primo impalcato del nuovo Viadotto Polcevera e dell'inaugurazione dello "Spazio Ponte" a Porta Siberia, che hanno avuto luogo il primo ottobre, alla presenza del premier Giuseppe Conte.

Il nuovo Viadotto Polcevera, ricostruito dopo lo smontaggio del Ponte Morandi a seguito del crollo del 14 agosto del 2018, è stato progettato e sarà realizzato da Salini Impregilo e Fincantieri Infrastructure attraverso la società consortile PerGenova. "Due eccellenze mondiali", fa notare l'amministratore delegato di Salini Impregilo.

Pubblico e privato insieme, imprese e istituzioni alleate, per rilanciare Genova facendo sistema, ma che da' anche visibilità internazionale alle imprese della filiera delle costruzioni coinvolte.

Un esempio paradigmatico è quello di Cossi Costruzioni. "Era un'impresa in difficoltà, che, invece, risanata, ricapitalizzata e coinvolta proprio nella realizzazione del nuovo Ponte per Genova ha dimostrato di avere grandissime competenze per il Paese", rimarca Pietro Salini.

Una storia che per l'Ad dice molto anche su ProgettoItalia, volto a rafforzare il settore nazionale delle grandi opere e delle costruzioni e parte del più ampio piano industriale di Salini Impregilo, relativo al triennio 2019-2021.

"Il nuovo ponte di Genova è un'opera frutto di uno spirito di iniziativa collettivo, un'esperienza di collaborazione che da oggi vorremmo chiamare Cantiere Italia - sottolinea l'Ad di Salini Impregil o- perché ci piacerebbe considerarla come un modello da esportare al resto del Paese per far ripartire le infrastrutture". Un Paese che non cresce, ma in cui per Pietro Salini "ci sono le risorse per invertire questo trend, dando lavoro a tantissime persone".

Tempi record quelli attesi per il nuovo Ponte di Genova, di cui si prevede la realizzazione per aprile 2020. Ma anche "record di collaborazione".

L'attenzione poi è forte sulla sicurezza dei lavoratori. "Abbiamo un programma  che riguarda la progettazione e la formazione delle persone per difenderle dai rischi che ci sono in un'attività come la nostra, dove si realizzano grandi opere, dal Canale di Panama alla metropolitana di Copenaghen. Investiamo enormemente nella sicurezza", sottolinea Salini.

Le altre parole d'ordine sono tecnologia, sostenibilità, trasparenza, sicurezza dell'infrastruttura e dei lavoratori.

Quello che costruiremo" a Genova "è un ponte ipertecnologico, sostenibile perché capace di autoalimentarsi, sicuro, consegnato alla cittadinanza in tempi record, e realizzato nel primo cantiere al mondo totalmente trasparente, con webcam attive 24 ore su 24, sette giorni su sette.- spiega Salini - Vogliamo che i cittadini vedano il ponte crescere".

Un cantiere che dialoga con la  cittadinanza. E l'Ad di Salini Impregilo spiega in che modo coinvolgere Genova: "Un cantiere che abbiamo deciso di aprire ai ragazzi- illustra - con visite delle scuole primarie e secondarie di Genova, e alla cittadinanza, che grazie allo Spazio Ponte, mostra permanente allestita nel Porto Antico, potrà partecipare alla costruzione di questa bellissima infrastruttura".
 

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