Pininfarina a indiani di Mahindra: fino a 150 milioni sul piatto

Torino, 14 dic. (LaPresse) - Con un'operazione potenziale da 150 milioni di euro lo storico marchio del design italiano Pininfarina passa nelle mani degli indiani di Mahindra & Mahindra. Pincar, holding di controllo dell'azienda che ha disegnato Ferrari e Vespa, ha stipulato un accordo con il gruppo indiano per cui al closing il 76% del capitale passerà agli indiani per 1,1 euro per azione, pari a quasi 25 milioni di euro.

Gli indiani lanceranno poi un'Opa sulla totalità delle azioni di Pininfarina portando, in caso di tutto esaurito, la somma per l'acquisto a oltre 30 milioni di euro. Infine gli indiani procederanno a un aumento di capitale da 20 milioni e metteranno sul piatto per il debito circa 100 milioni di euro. Al termine dell'operazione alla famiglia fondatrice resterà l'1,2% delle azioni. Il closing è previsto nel primo semestre del 2016, mentre l'iniezione di capitale dovrà essere effettuata entro la fine del prossimo anno.

L'accordo è "un punto di svolta" e lancia il gruppo nel "futuro", ha detto Paolo Pininfarina, presidente dell'omonimo marchio, che ha dedicato l'affare alla sua famiglia e in particolare a suo nonno, Battista Farina detto 'Pinin' (ovvero Giuseppino in piemontese), che fondò l'azienda nel 1930 a Torino, suo padre Sergio, presidente per 40 anni, e a suo fratello Andrea, morto nel 2008 di incidente d'auto. Pininfarina ha assicurato che "il dna" del gruppo resterà italiano, come anche "il marchio", e "le maestranze e il management".

Nel corso della conferenza stampa di presentazione dell'accordo nello studio torinese Pavesio e Associati l'a.d. Pininfarina, Silvio Angori, ha detto che "assolutamente" non ci saranno licenziamenti e che anzi "nel futuro si dovrebbe accrescere la prima riga del conto economico e di conseguenza tutto il resto". La sede della società resterà a Torino, come anche non cambierà la quotazione di Pininfarina alla Borsa di Milano.

Il ceo di TechMahindra, CP Gurnami, ha parlato ai giornalisti di brand "iconico" e famiglia "leggendaria", precisando che l'obiettivo è crescere "in Italia, Europa e a livello globale". Dal punto di vista industriale il marchio del design italiano potrà avvantaggiarsi delle potenzialità del conglomerato indiano, di cui TechMahindra è una delle 11 divisioni, e che conta 153 uffici in 90 Paesi e vale 17 miliardi di dollari.

Chi potrebbe rimanerci male sono invece gli azionisti di minoranza. Nella seduta di venerdì il titolo aveva fatto uno scivolone (-9% a 4 euro) per i timori legati alla liquidazione della holding Pincar. Le azioni di Pininfarina sono crollate ulteriormente oggi, cedendo il 68,81% a 1,31 euro, dopo l'annuncio dei termini dell'accordo. Il prezzo d'Opa è ancora sotto. "Gli azionisti di minoranza vedranno il valore delle azioni crescere nel medio-lungo periodo", si è giustificato l'a.d. incalzato dai giornalisti. In poche parole non sarebbe conveniente aderire all'offerta degli indiani. Angori ha sottolineato che, a seguito dell'accordo con gli indiani, "il debito viene ridotto di circa il 60% e il 40% del debito residuo sarà riscadenzato a 10 anni e garantito dall'investitore con garanzie corporate".

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