Piemonte, Unioncamere: Commercio e ristorazione calano in 3° trimestre

Milano, 24 nov. (LaPresse) - Dopo la lieve contrazione subita nei primi tre mesi del 2014 e il leggero incremento del II trimestre 2014, il fatturato (a valori correnti, iva esclusa) delle imprese piemontesi del commercio al dettaglio in sede fissa e della ristorazione torna a diminuire nel periodo luglio-settembre 2014 (-0,5%) rispetto allo stesso periodo del 2013. A fronte di una sostanziale stazionarietà manifestata dagli esercizi del commercio al dettaglio e ad un leggero incremento del fatturato realizzato dagli esercizi della somministrazione, si evidenzia un peggioramento dell'andamento delle medie e grandi strutture.

Questi i principali risultati che emergono dall'indagine congiunturale sui settori del commercio al dettaglio in sede fissa e della ristorazione relativa al III trimestre 2014, realizzata da Unioncamere Piemonte in collaborazione con gli Uffici studi delle Camere di commercio provinciali. La rilevazione è stata condotta nel mese di ottobre 2014 con riferimento ai dati del periodo luglio-settembre 2014 e ha coinvolto 1.

019 imprese piemontesi dei settori del commercio al dettaglio in sede fissa e della ristorazione, per un volume d'affari complessivo pari a circa 3,7 miliardi di euro.

"Il settore del commercio e della ristorazione soffre e purtroppo continuerà a farlo - commenta Ferruccio Dardanello, Presidente di Unioncamere Piemonte -. Gli imprenditori sono pessimisti e sembrano non avere fiducia neppure nell'ultimo trimestre dell'anno, quello natalizio. Si rivela sempre più necessario e urgente adottare misure di sostegno non soltanto alla domanda interna, ma anche alle tante strutture commerciali del nostro territorio, affinché l'intervento congiunto delle istituzioni, delle associazioni di categoria e degli attori sociali ed economici coinvolti contribuisca a fornire segnali di fiducia, necessaria per rilanciare i consumi delle famiglie piemontesi".

La disaggregazione per tipologia distributiva mette in luce come gli esercizi di vicinato abbiano registrato una sostanziale stabilità del fatturato rispetto al III trimestre 2013 (+0,1%) e la ristorazione abbia mostrato una dinamica lievemente positiva (+0,5%), mentre le medie e grandi strutture di vendita abbiano rilevato una variazione tendenziale negativa di -0,9 punti percentuali.

Scendendo nel dettaglio delle singole categorie merceologiche che compongono il complesso degli esercizi di vicinato, si rileva come il segno meno abbia contraddistinto esclusivamente il comparto dell'abbigliamento, che ha subìto una flessione del fatturato dello 0,9% rispetto al III trimestre 2013. La stabilità ha caratterizzato gli esercizi di vicinato alimentari (+0,1%), mentre hanno registrato un andamento positivo la cultura e tempo libero (+2,8%), i prodotti per la casa e Ict (+0,6%) e gli altri prodotti (+1,7%).

A livello territoriale, i risultati non sono omogenei. A fronte della lieve flessione manifestata complessivamente a livello regionale, troviamo realtà in cui la crisi del comparto è apparsa più evidente. In particolare, nel III trimestre 2014, le province del Piemonte nord-orientale hanno subìto le flessioni del fatturato più intense.

Vercelli e Biella hanno registrato contrazioni del volume d'affari rispettivamente del -2,7% e -2,5%, seguite dal Verbano Cusio Ossola con una flessione tendenziale del fatturato dell'1,9%. Novara ha evidenziato una sostanziale stabilià (+0,1%), mentre il capoluogo regionale ha scontato una riduzione del fatturato dell'1,2%. Appare migliore l'andamento del Piemonte meridionale: Alessandria ha realizzato una crescita del fatturato del 3,2%, Cuneo del 2,3% ed Asti dello 0,4%.

La live flessione del fatturato si accompagna ai giudizi prevalentemente negativi circa l'andamento degli altri indicatori congiunturali. Il 47% degli intervistati ha segnalato, per il trimestre in esame, una nuova flessione tendenziale degli ordini ai fornitori, mentre solo il 9% ne ha constatato un aumento: il saldo di opinione risulta così negativo per ben 38 punti. Lo scarto tra giudizi positivi e negativi risulta a favore dei secondi anche per quanto riguarda l'occupazione (-22 punti). Va sottolineato, tuttavia, come per la maggior parte delle imprese intervistate (più di 7 imprese su 10), il numero degli occupati sia rimasto sostanzialmente invariato rispetto al periodo luglio-settembre 2013. Non sono rassicuranti, inoltre, le previsioni a breve termine formulate dagli imprenditori.

Negli ultimi tre mesi del 2014 il fatturato sarebbe destinato, infatti, ad aumentare per il 25% degli intervistati e a rimanere stabile per il 32%, mentre il 43% ne prevede un'ulteriore flessione: il saldo tra ottimisti e pessimisti risulta, così, pari a -17 punti, in miglioramento rispetto ai -27 punti della precedente rilevazione. I pessimisti superano di gran lunga gli ottimisti anche in riferimento agli ordini ai fornitori, mentre per quanto riguarda l'occupazione si rileva un generale orientamento alla stazionarietà.

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