Piemonte, con Regione e Csi 7,5 mln da fondi Ue per 50 progetti Itc

Torino, 14 lug. (LaPresse) - Oltre 50 progetti innovativi da imprese e centri di ricerca piemontesi, con 7,5 milioni di euro a disposizione da fondi strutturali Ue. Si è chiuso giovedì scorso il bando regionale 'Internet of Data - IoD' che, con la sinergia tra Regione Piemonte e CSI, mira a incentivare progetti per la gestione dei Big Data e delle informazioni da sistemi 'intelligenti' connessi a Internet. Il bando ha previsto come elemento premiante l'utilizzo della piattaforma cloud 'Smart Data Platform' sviluppata dal CSI per la Regione.

"E' un progetto innovativo - spiega Ferruccio Ferranti, direttore generale del CSI-Piemonte - che sollecita l'innovazione e la collaborazione tra istituti di ricerca e imprese per creare servizi a valore aggiunto sia nel settore pubblico, sia a vantaggio del privato". Il CSI-Piemonte, fondato nel 1977, è oggi la principale azienda Ict pubblica italiana. Si tratta di un consorzio di oltre 110 enti pubblici, tra cui Comuni, Province e forme associate, come Asl e Aso, con sedi a Torino, Alessandria, Cuneo e Novara, 1.144 dipendenti e un valore della produzione, nel 2013, pari a 141 milioni di euro. Il Consorzio gestisce 1.300 banche dati integrati e 2 data center, oltre che 900 chilometri di banda larga in Piemonte.

Da inizio 2014 il CSI ha vissuto alcuni passaggi istituzionali molto importanti. A gennaio si è dotato di un nuovo modello organizzativo, con l'obiettivo di aumentare la capacità di governance dei sistemi informativi degli enti e valorizzare la spesa Ict. Ad aprile, inoltre, un Accordo di Intesa firmato dai suoi principali soci (Regione, Università e Politecnico di Torino, Provincia e Città di Torino) ha posto le basi per la trasformazione e il potenziamento del Consorzio, di cui è stato riconosciuto il ruolo chiave per il settore Ict e della ricerca. Inoltre, il CSI lavorerà per dare più valore e competenze agli asset consortili e favorire la collaborazione con privati, anche assistendo le piccole e medie imprese nel loro percorso di internazionalizzazione.

Il settore Ict piemontese è tra i primi in Italia per dimensione e peso relativo (19.400 unità locali di imprese, valore stimato tra il 4 e il 7 per cento del Pil regionale). Gli Enti Promotori e Sostenitori del CSI hanno riconosciuto il CSI quale soggetto a cui affidare il coordinamento delle attività in materia di ricerca e innovazione, attraverso il coinvolgimento del comparto Ict regionale (Csp, Torino Wireless, Topix), degli Atenei e degli altri centri di eccellenza presenti sul territorio, come l'Istituto superiore Mario Boella. E nella Sanità, sempre nell'ambito dell'accordo con la Regione, il CSI è impegnato nel coordinamento dello sviluppo e della gestione del Sistema Informativo Sanitario, con particolare focus sulla razionalizzazione dei sistemi informativi delle Asr. L'obiettivo è la realizzazione dell'eHealth piemontese entro 5 anni.

"Le risorse della P.A. - sottolinea Ferranti - sono molto limitate, basti pensare che nel 2006 sviluppavamo progetti e gestivamo servizi per 215 milioni, mentre nel 2014 sono attesi ricavi per 134 milioni di euro. Questo rende necessario che tutti i soggetti facciano sistema sul territorio, in particolare la Sanità ma anche servizi con cittadini e imprese al centro, per attirare i necessari investimenti e ottenere l'accesso ai fondi europei". Nell'ambito della programmazione Ue 2007-2013, il CSI è riuscito ad attivare, oltre al bando chiuso giovedì, 13 progetti, per un finanziamento di 5 milioni di euro, in energia, trasporti, open/big data, identità digitale e cloud.

Per quanto riguarda 'Horizon 2020', un 'basket' europeo di 70 miliardi di euro da cui si può attingere presentando progetti innovativi e non su base territoriale, il Consorzio ha già presentato 8 proposte da 4,4 milioni di euro complessivi. Anche in questo caso il focus è sulle pratiche più innovative, ovvero open/big data e cloud. Le aree tematiche sono trasporti, cruscotto urbano, ambiente, salute ed eGov.

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