Piazza Affari limita i danni dopo referendum, banche sotto pressione
L'indice Ftse Mib ha perso lo 0,21% a 17.050 punti

Piazza Affari ha limitato i danni dopo la vittoria del 'no' al referendum costituzionale. Questa sera, dopo il consiglio dei ministri, Matteo Renzi salirà al Quirinale per rassegnare le dimissioni al presidente Sergio Mattarella. Già in mattinata Renzi era salito al Quirinale per un colloquio informale con Mattarella. Il referendum ha visto la netta vittoria del 'no' che, a livello nazionale, ha ottenuto il 59,1% delle preferenze contro il 'sì' che si è fermato il 40,9%. Altissima l'affluenza alle urne che ha raggiunto il 65,5%. La giornata è stata brillante per le Borse europee, in particolare Francoforte, mentre a Wall Street il Dow Jones ha aggiornato i massimi storici. In questo quadro a Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha perso lo 0,21% a 17.050 punti.

La vittoria del 'no' al referendum e le dimissioni di Matteo Renzi si sono sentite, come era prevedibile, sui titoli del comparto bancario: Banco Popolare ha ceduto il 7,44% a 1,84 euro, Popolare di Milano il 7,91% a 0,29 euro e Mediobanca il 4,24% a 6,44 euro. Sotto i riflettori sono finite soprattutto Mps (-4,21% a 18,68 euro), con le banche del consorzio di garanzia dell'aumento di capitale che prendono tempo, e Unicredit (-3,36% a 2,014 euro) nonostante il management abbia mostrato la ferma volontà di procedere con il piano di dismissioni strategiche, ufficializzando proprio questa mattina l'avvio di negoziati esclusivi con la francese Amundi per la cessione di Pioneer.

Tra i migliori di seduta da segnalare Fca (+4,58% a 7,53 euro) e Buzzi Unicem (+4,42% a 20,79 euro). Brillante anche Leonardo-Finmeccanica, che ha guadagnato il 3,72% a 12,83 euro in scia alla promozione di Deutsche Bank. Questa mattina gli analisti della banca tedesca hanno alzato il giudizio sul titolo del colosso pubblico a 'buy' dal precedente 'hold'.

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