Piazza Affari in deciso ribasso, Ftse Mib chiude con un calo del 2%. Pesanti le banche e Fiat
(Finanza.com) La Borsa di Milano ha chiuso la seduta in deciso ribasso nel giorno in cui è diventato operativo il nuovo fondo salva-Stati permanente ESM. Al fondo l'agenzia Fitch ha assegnato il rating tripla A con outlook stabile. A pesare sul listino milanese le paure di un rallentamento della crescita globale, soprattutto dopo le previsioni della Banca Mondiale sull'Asia orientale. Il rallentamento toccherà anche la Cina che, a detta della Banca Mondiale, passerà dal +9,3% del 2011 al +7,7% a causa del debole export e di minori investimenti. Inoltre, durante la cosiddetta “settimana d'Oro”, in Cina le vendite al dettaglio sono cresciute del 15%, il 2,5% in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Domani grande attesa per la visita in Grecia di Angela Merkel. Mentre lo spread Btp-Bund è rimasto stabile in area 360 punti base, a Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha ceduto l'1,98% a 15.562 punti. Vendite sul comparto bancario: Banco Popolare ha ceduto il 3,12% a 1,242 euro, Intesa SanPaolo il 3,24% a 1,256 euro, Unicredit il 3,12% a 3,418 euro, Ubi Banca il 3,26% a 3,028 euro, Monte dei Paschi il 2,17% a 0,234 euro. Fiat ha indossato la maglia nera con un ribasso del 4,16% a 4,29 euro. In rosso anche gli altri titoli della galassia Agnelli: Exor ha perso il 3,21% a 20,81 euro, Fiat Industrial è arretrata dell'1,82% a 7,815 euro. Male Mediaset (-2,31% a 1,439 euro) dopo le previsioni contrastanti sulla raccolta pubblicitaria negli ultimi mesi dell'anno. La separazione della rete di Telecom Italia (-2,35% a 0,788 euro) resta uno dei temi più caldi sul listino milanese. Parmalat ha peso l'1,89% a 1,717 euro dopo che, su richiesta della Consob, ha bollato come prive di fondamento le voci sul delisting delle azioni della società di Collecchio.

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