Piazza Affari chiude in ribasso, pesa Grecia. Male le banche, brilla Finmeccanica
(Finanza.com) Piazza Affari ha chiuso in ribasso in scia alle continue tensioni sulla Borsa di Atene, che ha archiviato la seduta con un tonfo del 12%. Le vendite non accennano placarsi dopo la vittoria di Syriza alle elezioni politiche. Tensioni che si riversano anche sul mercato obbligazionario dove il rendimento del bond decennale ellenico ha sfondato la soglia del 10%. Oggi il nuovo governo di Alexis Tsipras ha deciso di stoppare il piano di privatizzazioni deciso dal vecchio esecutivo. Sul listino milanese è entrata nel vivo la stagione dei conti del 2014 con la pubblicazione dei risultati da parte di FCA. Questa mattina il Tesoro italiano ha collocato 7 miliardi di euro di Bot a 6 mesi con un rendimento in calo allo 0,16% dal precedente 0,297%. Domani sarà il turno dei Btp a 5 e 10 anni. In questo quadro a Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha chiuso con un ribasso dello 0,81% a 20.478 punti. Vendite sui titoli delle banche, ad iniziare dalle popolari dopo la dura presa di posizione di Assopopolari contro il decreto del Governo sulla trasformazione in Spa: Banco Popolare ha ceduto l'1,82% a 11,32 euro, Popolare dell'Emilia Romagna il 2,42% a 6,04 euro, Ubi Banca il 3,06% a 6,175 euro. Pesante Mps (-5,08% a 0,459 euro) nel giorno in cui è scaduto il termine per le vendite allo scoperto sul titolo in vigore dallo scorso ottobre. Finmeccanica (+2,38% a 9,24 euro) protagonista dopo l'approvazione del nuovo piano industriale, che si concentra sul rafforzamento del core business, e dopo aver alzato le stime sui risultati attese per l'esercizio 2014. Dopo una decisa virata in negativo subito dopo la pubblicazione dei conti, FCA ha rialzato la testa chiudendo con un –0,17% a 11,56 euro. Il gruppo ha chiuso il 2014 con un utile di 632 milioni di euro e ricavi in crescita a 996,1 miliardi, oltre le stime della società che erano per 93 miliardi. In casa Eni (-0,13% a 15,20 euro) l'Ad del colosso petrolifero, Claudio Descalzi, in un'audizione alla Camera ha dichiarato che la cessione della controllata Saipem (-0,18% a 8,22 euro) non è vicina e tornerà in agenda quando il mercato si stabilizzerà. Debole Telecom Italia (-1,18% a 1 euro) in scia alle indiscrezioni de La Repubblica secondo cui il fondo F2i avrebbe deciso di non vendere la sua quota di maggioranza, pari al 53,8%, detenuta in Metroweb, la società della banda larga.

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