Piazza Affari chiude in ribasso, male le banche. Tonfo di Autogrill. In luce STM e Telecom
(Finanza.com) Piazza Affari ha chiuso in ribasso ma lontano dai minimi intraday. In Europa la maglia nera è stata indossata dalla Borsa di Francoforte, complici le vendite che si sono abbattute sul Bund con la scadenza decennale arrivata a rendere circa lo 0,7%. Da ricordare che a metà aprile il titolo a dieci anni rendeva meno dello 0,1%. Sullo sfondo resta l'incertezza sulle sorti della Grecia dopo l'ennesimo Eurogruppo archiviato senza un accordo tra Atene e i creditori internazionali. La Grecia è comunque riuscita a ripagare oggi il prestito di 750 milioni di euro al Fondo monetario internazionale ma, come riportato dalla stampa ellenica, Atene avrebbe fatto ricorso alla liquidità presente sul conto proprio presso l'istituto di Washington. Le vendite si stanno sentendo anche a Wall Street, dove gli indici cedono circa lo 0,4%. In questo quadro a Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha ceduto lo 0,93% a 23.104 punti. Vendite sulla maggior parte dei titoli del comparto bancario: Montepaschi ha ceduto il 5,82% a 0,566 euro, Popolare dell'Emilia Romagna il 2% a 7,565 euro, Intesa SanPaolo lo 0,12% a 3,202 euro, Ubi Banca l'1,46% a 7,085 euro, Unicredit il 3,37% a 6,305 euro. Tonfo di Autogrill (-6,72% a 8,395 euro) in scia ai risultati del primo trimestre 2015 e all'outlook per l'intero esercizio. Debole Exor (-1,86% a 41,62 euro) che ha annunciato di aver alzato l'offerta per rilevare la compagnia di riassicurazione PartnerRe, portandola da 130 a 137,5 dollari per azione in contanti. In luce Telecom Italia (+3,26% a 1,076 euro) in scia ai nuovi rumors di un possibile matrimonio tra Wind e 3Italia. Brillante anche STM (+3,20% a 7,235 euro) nel giorno dell'Investor Day a Londra. Il management del gruppo dei chip ha fatto sapere di attendersi nel secondo trimestre una crescita dei ricavi pari al 3,5% rispetto ai primi tre mesi del 2015. Positiva Campari (+0,70% a 7,155 euro) che ha chiuso il primo trimestre del 2015 con ricavi pari a 327,4 milioni di euro, in crescita del 13,4% rispetto ai 288,7 milioni dello stesso periodo dello scorso anno.

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