Piazza Affari chiude in rialzo, vola WDF. Male i titoli del petrolio
(Finanza.com) Piazza Affari ha chiuso in rialzo nonostante la debolezza dei titoli legati al petrolio, che oggi ha aggiornato i minimi degli ultimi sei anni. Come da attese una delle principali major, Royal Dutch Shell, ha deciso di tagliare di 15 miliardi di dollari i suoi investimenti nei prossimi tre anni. Boccata d'ossigeno per la Borsa di Atene che ha rialzato la testa dopo tre sedute di vendite pesanti. Ieri il nuovo Governo guidato da Alexis Tsipras ha annunciato lo stop al piano di privatizzazioni deciso dal vecchio esecutivo guidato da Samaras. Il Tesoro italiano ha collocato tutti i 6,5 miliardi di euro di Btp a 5 e 10 anni con i rendimenti scesi ai minimi storici. In particolare il decennale è stato collocato all'1,62% dal precedente 1,89%. In questo quadro a Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha chiuso con un rialzo dello 0,56% a 20.593 punti. World Duty Free è volata in testa al Ftse Mib con un balzo dell'8,97% a 9,59 euro in scia ai rumors riportati da Bloomberg secondo cui il gruppo svizzero Dufry avrebbe intenzione di presentare un'offerta per l'acquisto del retailer aeroportuale italiano al fine di incrementare la sua presenza globale. Ben comprata Telecom Italia, che è avanzata dell'1,70% a 1,017 euro, dopo che Goldman Sachs ha inserito il titolo nella sua “European focus list”. Tra le banche ancora male Mps (-5,65% a 0,434 euro) dopo che ieri è decaduto il termine per le vendite allo scoperto sul titolo in vigore dallo scorso ottobre. L'azione della banca senese risente inoltre delle incertezze sulla taglia dell'aumento di capitale. Rimanendo nel comparto bancario le vendite hanno prevalso anche Banco Popolare (-0,61% a 11,25 euro) e Popolare di Milano (-2,58% a 0,696 euro). Sono invece finite in territorio positivo Intesa SanPaolo (+1,23% a 2,622 euro), Unicredit (+0,37% a 5,39 euro) e Mediobanca (+2,25% a 7,72 euro). In sofferenza i titoli legati al petrolio dopo che il Wti ha aggiornato i nuovi minimi sotto 44 dollari al barile: Eni ha ceduto l'1,77% a 14,93 euro, Saipem il 4,50% a 7,85 euro e Tenaris il 4,26% a 12,11 euro.

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