Piazza Affari alla quarta seduta consecutiva sopra parità
A chiusura il Ftse Mib registra un incremento dello 0,61% a 16.295,78 punti

L'ultima seduta settimanale ha sostanzialmente confermato quanto rilevato nei mercati finanziari nel corso dell'ottava. A una settimana dal voto dei cittadini britannici, sembrano già scacciati i peggiori spettri invocati da analisti finanziari ed esperti di politica internazionale, con l'indice londinese Ftse100 ai massimi dall'agosto del 2015 e l'arresto del rally dell'oro. Sul mercato dei titoli di Stato, i rendimenti del Bonos spagnolo e del Btp italiano si sono avvicinati o hanno toccato i minimi storici, con il relativo spread contro il Bund tedesco che è sceso rispetto ad una settimana fa di oltre 30-40 punti base. Nel dettaglio, il Btp decennale è sceso sino ad un minimo dell'1,22% fissando lo spread in area 134 punti base.

Fra gli eventi che ieri hanno fatto ripartire lo shopping di bond vi è anche il rinnovato approccio "dovish" del governatore della Bank of England, Mark Carney, che si è detto disposto a supportare l'economia britannica in caso di recesso. Immediata la reazione sul mercato valutario, dove la sterlina ha accelerato il trend di deprezzamento nei confronti di euro e dollaro. Il cambio fra la moneta unica europea e la sterlina si è portato a 0,839 circa mentre il cable transitava in area 1,327 a pochi minuti dalla chiusura dei mercati europei.

In questo quadro, il tema centrale che tiene sotto scacco Piazza Affari continua ad essere quello bancario. Nel pre-market di questa mattina i titoli degli istituti bancari avevano guadagnato terreno in seguito all'approvazione da parte della Commissione europea dell'utilizzo di garanzie governative per supportare la liquidità del sistema bancario italiano in caso di crisi, resa nota ieri pomeriggio. A chiusura il Ftse Mib registra un incremento dello 0,61% a 16.295,78 punti, modesto rispetto alle chiusure sopra al punto percentuale delle altre piazze europee. Contrastato il quadro fra i titoli bancari, con Ubi Banca che ha perso l'1,94% a 2,43 euro e Unicredit che ha bruciato i guadagni di ieri con un -4,92% a 1,87 euro.

Forti vendite per Banco popolare dell'Emilia Romagna, sospesa più volte per eccesso di ribasso nel corso delle contrattazioni, che chiude a -4,82% a 3,12 euro. Performance positive, invece, per Mps (+0,87% a 0,382 euro) dopo i minimi storici toccati ieri e Banco Popolare (+1,59% a 2,18 euro). Una menzione particolare la meritano Eni e Salini Impregilo, nel segmento delle mid cap. Il colosso italiano dell'oil ha chiuso le contrattazioni a 14,82 euro, recuperando il gap di settimana scorsa con i prezzi pre-Brexit grazie ad un guadagno del 2,07%. Salini Impregilo è stato fra i migliori titoli della seduta con un balzo dell'8,27% a 2,75 euro.

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