Petrolio: scendono le stime sui consumi 2012
(Finanza.com)

L'Agenzia internazionale dell'Energia e l'Opec tagliano le previsioni sulla crescita della domanda di greggio nel 2012. Secondo gli ultimi report pubblicati dalle due organizzazioni la crisi del debito europea e le conseguenti misure di austerità penalizzeranno l'economia globale ed indeboliranno la domanda di petrolio.

L'IEA (International Energy Agency), che oggi ha pubblicato l'Oil Market Report, prevede che la domanda di greggio nel 2012 salirà a 89,9 milioni di barili al giorno, +0,8 milioni (+0,9%) rispetto all'anno precedente. L'incremento delle richieste è stato tagliato di 0,3 milioni di barili rispetto al rapporto pubblicato a gennaio come conseguenza della revisione al ribasso della crescita economica globale dal 4 al 3,3%.

Ieri era invece stata la volta dell'organizzazione che raggruppa i Paesi esportatori di greggio che nel suo report mensile (MOMR, Monthly Oil Market Report) aveva ridotto la stima sull'incremento della domanda nell'anno corrente da 1,06 milioni a 940 mila barili di petrolio al giorno (+1 milione nel 2011). Il dato 2012 è ora pronosticato a 88,76 milioni di barili, contro gli 87,82 milioni del 2011.

Anche in questo caso il calo delle richieste è attribuibile al rallentamento della crescita globale che dal +3,6% del 2011 è attesa al 3,4%. In particolare l'Opec ha tagliato il dato relativo l'Eurozona, il cui Pil, secondo le stime diffuse ieri, nel 2012 segnerà un calo dello 0,2% (+0,2% nel report di gennaio).

Wti atteso in quota 100$
Per quanto riguarda i prezzi, martedì scorso l'EIA, l'Agenzia statistica del Dipartimento dell'Energia americano, nel suo Short-Term Energy Outlook ha pronosticato che la quotazione media del petrolio statunitense, il WTI (West Texas Intermediate), nel 2012 si attesterà in area 100 dollari il barile, quasi 6 dollari in più nel confronto con il 2011.

"In assenza -si legge nel report- di strozzature dal lato dell'offerta ci aspettiamo un graduale rafforzamento dei mercati nel 2012 e nel 2013, quando la crescita dei consumi dovrebbe sovraperformare l'incremento dell'output nei Paesi non facenti parte dell'Opec".

Lo spread Brent-Wti torna sopra i 20$
Nelle ultime sedute lo spread tra i due benchmark, l'europeo Brent e lo statunitense Wti, è tornato a crescere portandosi ai massimi degli ultimi 3 mesi sopra quota 20 dollari il barile. Da un lato le quotazioni del riferimento europeo hanno capitalizzato l'ondata di gelo che sta attraversando il Vecchio continente e le tensioni geopolitiche (Siria ed Iran), dall'altro il petrolio made in Usa sconta un inverno particolarmente mite ed il secondo incremento consecutivo delle scorte stoccate a nell'hub statunitense di Cushing.

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