Petrolio giù, benzina ai minimi: Wti sotto 30 dollari, crollano borse
Complice debolezza del greggio Wall Street apre in calo, Piazza Affari in affanno

 Il petrolio statunitense Wti è scivolato di nuovo sotto quota 30 dollari, in calo di 1,63 dollari a 29,99 dollari al barile, mentre il greggio Brent è precipitato del 5%, o 1,82 dollari, a 32,42 dollari al barile nel pomeriggio di scambi. Intanto,  I listini della benzina sono scesi sotto quota 1,4 euro al litro, al minimo da 5 anni.


OPEC E RUSSIA. Il ministro dell'Energia russo e ministro del Petrolio venezuelano hanno discusso la possibilità di tenere consultazioni congiunte tra Opec e paesi produttori non Opec in un prossimo futuro. Tuttavia Goldman Sachs ritiene che è "altamente improbabile" l'Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio possa cooperare con la Russia per tagliare la produzione, dicendo che una tale mossa sarebbe anche controproducente in quanto i prezzi più forti riporterebbero la produzione precedentemente accantonata verso il mercato. Secondo Andy Sommer, analista senior di energia Axpo Trading in Svizzera, "la gente sta cominciando a capire che è difficile vedere un accordo di successo tra l'Opec e la Russia che porti a un taglio della produzione".

WALL STREET IN CALO. Wall Street ha aperto in calo, complice ancora una volta la debolezza del petrolio, con gli operatori piuttosto scettici su un possibile accordo per un taglio della produzione. In avvio di seduta l'indice Dow Jones scivola dell'1,15%, mentre l'S&P500 perde lo 0,86% e il Nasdaq retrocede dello 0,73%.

TITOLO ENI IN DIFFICOLTA'. Titolo Eni sotto pressione, dopo una sospensione per eccesso di ribasso ha chiuso a 12,51 euro a -4,79%, giù anche Saipem a 0,553 euro a -3,32%.

PIAZZA AFFARI IN AFFANNO. Piazza Affari ha chiuso in deciso ribasso appesantita dall'ondata di vendite che ha colpito i titoli bancari e petroliferi. Sulle banche, già sotto pressione nelle ultime settimane, ha pesato la caduta di Ubs a Zurigo dopo i conti, mentre sull'oil, oltre all'ennesimo scivolone del petrolio, si sono fatti sentire i deboli risultati di BP. A Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha chiuso la seduta con un tonfo del 3,05% a 17.992 punti. Il paniere principale di Milano non violava la soglia dei 18.000 punti dall'ottobre del 2013.

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