Pensioni, Uil: Con passaggio contributivo perdite tra 10% e 34%

Roma, 16 lug. (LaPresse) - "La Uil ritiene assolutamente necessario reintrodurre la flessibilità di accesso alla pensione. La legge Fornero ha provocato una rigidità eccessiva che va rimossa sia per rispondere alle attese dei lavoratori sia per favorire un efficace turnover nel mercato del lavoro". Lo dichiara in una nota il segretario confederale Domenico Proietti. "L'ipotesi avanzata recentemente dal residente dell'Inps, di introdurre tale flessibilità applicando totalmente il sistema contributivo, è profondamente sbagliata e iniqua. Boeri ha indicato per i lavoratori che sceglieranno tale opzione uno scostamento tra il 7% e il 10% rispetto al calcolo attuale. Tale dato è riconducibile a un calcolo sterile effettuato senza tenere conto della reale situazione dei singoli lavoratori. Un'analisi sulla situazione reale porta a ben altre conclusioni", prosegue Proietti.

Il servizio Servizio politiche previdenziali Uil presenta a riguardo tre casi di studio. Nel caso di "lavoratrice dipendente con 62 anni di età, primi versamenti contributivi a giugno 1979, carriera lavorativa senza interruzioni, appartenete al regime 'misto' non avendo maturato 18 anni prima del 1995, reddito medio negli ultimi 10 anni 39.800 euro, decorrenza pensione luglio 2015", Uil calcola con il "totale passaggio al contributivo" una perdita "di 247 euro mensili che si traduce in oltre 3.200 euro per il resto della vita della pensionata".

Nel caso di "lavoratrice dipendente con 62 anni di età, primi versamenti contributivi a gennaio del 76, carriera lavorativa senza interruzioni, appartenente al regime retributivo fino al 2012, reddito medio ultimi 10 anni circa 34.500 euro, decorrenza pensionamento luglio 2015" si avrebbero invece "682 euro in meno di quanto avrebbe percepito con la normativa vigente pari al 30,87% di perdita sull'assegno mensile, una perdita annua di oltre 8.800 euro per il resto della vita della lavoratrice".

Mentre nel caso di "lavoratore dipendente 62 anni di età, 35 anni di contribuzione, carriera lavorativa senza interruzioni, appartenete al regime retributivo fino al 2012, reddito medio ultimi 10 anni 33mila euro", la perdita calcolata sarebbe "di circa il 34%, oltre 10mila euro in meno annualmente".

"Lo studio che qui presentiamo dimostra come, applicando questa conversione, i futuri pensionati avrebbero una riduzione media del trattamento tra il 10% e il 34%. I lavoratori non possono continuare a pagare la gigantesca operazione di cassa fatta dai provvedimenti Monti-Fornero. Bisogna reintrodurre la flessibilità in uscita per i lavoratori senza penalizzazioni ulteriori oltre a quelle implicite", la conclusione di Proietti.

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