Pensioni, Boeri: Italiani all'estero? Stop quota non contributiva

di Giuseppe G. Colombo

Roma, 29 set. (LaPresse) - La parte non contributiva delle prestazioni esclusa dal pagamento per i pensionati italiani residenti all'estero. A lanciare la proposta è il presidente dell'Inps, Tito Boeri, in occasione della presentazione del rapporto dell'Istituto 'World wide Inps'. Una considerazione che in casa Inps motivano con dati e un preciso ragionamento: "Continuiamo a pagare ogni anno 200 milioni di euro di prestazioni assistenziali a pensionati che vivono in altri Paesi e che magari hanno un'assistenza di base: è un principio abbastanza strano, che altri Paesi non fanno ed è paradossale perché in Italia non ci so no strumenti contro la povertà e una rete di base proprio perché si dice che non ci sono le risorse". Riferendosi alle integrazioni al minimo e alle maggiorazioni sociali che vengono erogate dall'Inps ai pensionati italiani residenti all'estero, Boeri ha spiegato che sono "persone che vivono e pagano le tasse altrove, riducendo il costo dell'assistenza sociale in questi Paesi".

La stretta, nell'ipotesi di Boeri, è collegata anche all'entità dei trattamenti pensionistici erogati dall'Inps all'estero: ogni anno sono circa 400mila e interessano oltre 150 Paesi per una spesa complessiva che supera il miliardo di euro. Il 61% delle pensioni pagate all'estero nel 2014 sono di vecchiaia o di anzianità, il 4% di invalidità e il 35% sono erogate ai superstiti. Ci sono poi i numeri sul fenomeno della fuga dei pensionati dall'Italia: tra il 2010 e il 2014 il numero di coloro che è ha deciso di trasferirsi all'estero è raddoppiato, passando da 2.553 a 5.345, con un incremento del 65% solo nell'ultimo anno. La proposta del presidente dell'Inps prevede anche la realizzazione di un fondo per investire sulle politiche di integrazione degli immigrati.

L'apporto fornito da quest'ultimi alle casse dell'Inps è significativo: ci sono 198mila stranieri, nati prima del 1949, che hanno lavorato versando contributi in Italia che oggi il valgono oltre 3 miliardi di euro. Questi soggetti non ricevono prestazioni previdenziali, molto spesso perchè rientrati nel loro Paese di origine non esercitando il loro diritto.

Negli ultimi anni gli stranieri hanno versato mediamente contributi annui tra i 7 e gli 8 miliardi di euro e se anche solo il 5% di questi contributi non dà luogo a prestazioni, si ha un flusso di 'free riding' annuale pari a circa 375 milioni di euro.

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