Pensioni, allarme Uil: "Con quota 100 invece di Ape ritardo fino a 4 anni"
L'idea che piace tanto al M5S viene ora analizzata minuziosamente dal sindacato, in particolare con un'analisi delle conseguenze per alcune categorie di lavoratori

Con l'introduzione della quota 100 per le pensioni degli italiani in sostituzione dell'Ape sociale si rischia un ritardo di accesso alla previdenza fino a 4 anni. Sul caldissimo tema arriva l'allarme rosso del Servizio Politiche previdenziali della Uil, che sottolinea come l'unica soluzione per cambiare la Fornero sia estendere l'accesso alla pensione intorno ai 63 anni per tutti i lavoratori.

Per quota 100, sistema che prevede il raggiungimento della pensione con almeno 64 anni di età e 36 anni di anzianità contributiva, in molti, tra economisti ed esperti previdenziali avevano già espresso dubbi. L'idea che piace tanto al M5S viene ora analizzata minuziosamente dal sindacato, in particolare con un'analisi delle conseguenze per alcune categorie di lavoratori.

"L'ipotesi annunciata di voler introdurre 'quota 100' per essere davvero utile ed efficace, non deve essere sostitutiva della conferma dell'Ape sociale, misura che tutela i lavoratori in condizioni di grave difficoltà. Con quota 100, infatti, questi lavoratori vedrebbero peggiorata la propria situazione, con un ritardo di accesso alle pensioni che può arrivare fino a 4 anni, nel caso di disoccupati e di lavoratrici madri che dovranno attendere la pensione di vecchiaia a 67 anni - ha spiegato il segretario confederale, Domenico Proietti - Ritardo, poi, che sarebbe ulteriormente aggravato dall'introduzione di requisiti elevati come l'età minima necessaria a 64 anni o un'anzianità contributiva che non tiene pienamente conto di tutti i contributi maturati dai lavoratori, con un'inaccettabile penalizzazione per le donne e per le aree più deboli del Paese".

Secondo la Uil quota 100, se non attentamente studiata e precisata, non solo "non smonta la Fornero", ma "peggiora quanto di buono fatto negli ultimi due anni per reintrodurre un principio di flessibilità nel nostro sistema pensionistico". "Quello della previdenza è un tema molto delicato e complesso. È bene ponderare le scelte, dunque, prima di assumere provvedimenti che avranno ripercussioni per la vita di milioni di lavoratori. Il susseguirsi di voci, ipotesi, interpretazioni e contrapposizioni rischia di generare errori le cui conseguenze sociali potrebbero essere davvero preoccupanti. Chiediamo, perciò, al Governo di convocare al più presto le parti sociali: abbiamo delle proposte su cui discutere, insieme, nell'interesse dei lavoratori e del Paese", ha commentato il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo. La palla passa ora nelle mani del ministro del Lavoro Luigi Di Maio: tra legge di bilancio e pensioni sarà un autunno caldissimo.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata