Paperoni italiani nel 2012 saliti a 176mila, nelle loro tasche 336 mld

di Jan Pellissier

Milano, 18 giu. (laPresse) - I Paperoni d'Italia non conoscono crisi, nonostante la crisi. Nel 2011 erano 168mila coloro che hanno liquidità da investire per oltre un milione di dollari, nel 2012 sono diventati 176mila con un aumento del 4,5% con patrimonio stimato di 336 miliardi di dollari. Lo rende noto nel suo rapporto annuale 'World wealth report' Capgemini che studia da 17 anni i ricchi del mondo in collaborazione con la Royal Bank of Canada. L'Italia si piazza al decimo posto per numero di ricchi ospitati, dei suoi 176mila paperoni, circa 2.000 sono poi considerati super Paperoni, con un patrimonio di oltre 30 milioni di dollari. Si tratta di soldi pronti ad essere investiti, quindi escludendo la prima casa, beni di altri tipo come le opere d'arte e tutto ciò che non può essere messo a capitale in tempi rapidi.

Eppure i recenti dati sulle dichiarazioni Irpef, ci dicono che sono solo 28mila coloro che dichiarano più 300mila euro di reddito nel nostro Paese. Il rapporto è quindi di 1 a 6, il che lascia intendere due cose spiegano a Capgemini: la ricchezza italiana è di rendita, e l'evasione è un male endemico. Perché un divario così grande tra il numero di chi ha un reddito elevato ed i possessori di ricchezza, ovvero tra chi è Paperone perché guadagna molto, e chi lo è in altro modo, è un unicum dell'Italia. I nostri Paperoni in genere investono in beni immobili (29%) e investimenti a reddito fisso (22,1%). L'unico segnale di crisi nel mondo dei super-ricchi nostrani è che aumentano meno che nel resto del mondo. Difatti nel 2008 i Paperoni in Italia erano 208mila secondo i dati Capgemini, 32mila in più rispetto ad oggi. Un calo che c'è stato in tutto il mondo dovuto alla crisi finanziaria, che però ovunque è stato assorbito e si è tornati ai livelli pre-crisi. Anzi meglio, perché nel 2007 la ricchezza in mano ai milionari nel globo era di 30 trilioni di dollari, oggi siamo a 46,2 trilioni.

Oggi nel mondo sono 12 milioni i cosiddetti Hnwi, ovvero "individui ad alto patrimonio netto" (High net worth capialt). Nel 2012 c'è stata una crescita del 10% dopo il calo dell'1,7% del 2011. I ricchi del globo si dividono in larga parte, oltre il 90%, tra Nord America, Asia ed Europa. Il Nord America si riconferma nel 2012 l'area con la maggiore ricchezza con 3,73 milioni di Hnwi, contro i 3,68 milioni dell'Asia, la ricchezza complessiva è di 12.700 miliardi di dollari contro 12.000 miliardi per l'Asia Pacific. "Sebbene il Nord America occupi il primo posto sia in termini di popolazione che di ricchezza, in futuro rischia di essere nuovamente oscurato dall'Asia Pacific che attualmente detiene il più elevato tasso di crescita della ricchezza con un 12,2%, rispetto all'11,7% del Nord America" ha spiegato Jean Lassignardie, Chief Sales and Marketing Officer, Capgemini Global Financial Services. Ma poi come investono questi fondi i Paperoni? "Nel 2012 gli Hnwi sono rimasti cauti mostrando un'evidente attenzione alla tutela del patrimonio: un terzo degli Hnwi è più orientato al risparmio rispetto ad appena il 26% concentrato sull'incremento della propria ricchezza. E il 30% della ricchezza è stata mantenuta tra contanti e depositi".

A livello mondiale, ça va sans dire visti i risultati, la fiducia degli Hnwi nei confronti dei gestori dei patrimoni è aumentata: il 61% dei Paperoni dimostra, a inizio 2013, un alto grado di fiducia sia verso i wealth managers. La maggiore fiducia e una prospettiva economica cautamente ottimistica hanno contribuito a rendere il 75% degli Hnwi più fiduciosi sulla creazione di una ricchezza futura. Allo stesso tempo, gli Hnwi hanno espresso un basso livello di fiducia verso i mercati e verso le autorità che lo regolamentano, con meno della metà che ha invece rivelato un elevato livello di fiducia nei loro confronti (rispettivamente il 45% e il 40%). Il ricco, come il correntista, affida a una singola banca o fondo, la sua ricchezza (41% rispetto al 14% che preferisce lavorare con più aziende) e a un singolo operatore (34% rispetto al 24% che preferisce lavorare con più operatori). Mentre il 31% è alla ricerca di un contatto diretto e 'de visu', almeno uno su quattro ritiene più importante la comunicazione digitale, trend guidato dai Paperoni più giovani e dagli Hnwi dell'Asia Pacific (Giappone escluso). E il futuro come sarà per i super ricchi? "Si prevede che la ricchezza a livello globale degli Hnwi crescerà del 6,5% all'anno nei prossimi tre anni. Questo è in contrasto con la lenta crescita del 2,6% registrata dopo la crisi finanziaria del 2008". Insomma, piove sul bagnato.

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