Padoan: Protrarsi crisi intollerabile, servono conti a posto. Spending review non punitiva

Cernobbio (Como), 22 mar. (LaPresse) - "Non sarò il signor 'no'" ma è necessario assicurare la stabilità economica al Paese mettendo i conti a posto. E' questo il messaggio di Pier Carlo Padoan, ministro del Tesoro, durante il suo intervento al Forum di Confcommercio a Cernobbio. "La crisi - ha affermato - ha reso ancora più evidenti le difficoltà del modello italiano, il tasso di crescita già prima della crisi era la metà del resto d'Europa. Il protrarsi di un simile fase economica non è tollerabile dal Paese" perché "altrimenti si mette a repentaglio la tenuta della finanza pubblica". "Le cifre della crisi sono impressionanti, tra il 2007 e il 2013 il pil è caduto di circa 9 punti percentuali - ha proseguito il ministro - Il numero degli occupati si è ridotto di 1,1 milioni di unità, e quello dei disoccupati è raddoppiato. Ci sono poi effetti strutturali della crisi che si vedono meno, ma sono altrettanto preoccupanti. Il ridimensionamento permanente di alcuni settori, difficili da misurare ma tali da compromettere la crescita potenziale" ha spiegato Padoan. "Non abbiamo alternative, dobbiamo riguadagnare competitività, riprendere a crescere a un ritmo sostenuto e sostenibile. A creare buona occupazione senza mettere a repentaglio la stabilità della finanza pubblica".


SPENDING REVIEW - Per ottenere il miglioramento dei conti, per Padoan, lo strumento cardine è la spending review che, specifica, "non è un'operazione punitiva contro questo o quel segmento, ma un'operazione generale di aggressione alle inefficienze. Serve un'azione complessiva del Governo". "Il miglioramento dei conti pubblici - ha spiegato - andrà di pari passo con il miglioramento dell'efficienza dei conti" attraverso la spending review. "Le riforme strutturali hanno bisogno di tempo, bisogna superare l'asintonia temporale tra riforme che migliorano il sistema - ha premesso - e anche i conti pubblici, con il fatto che le riforme hanno dei costi nell'immediato". Gli effetti tuttavia non si vedranno prima del 2016: "La spending review è un elemento essenziale della strategia di Governo, abbiamo previsto per l'anno in corso minori spese, sin da adesso. Ma il pieno beneficio si avrà solo nel medio termine, a cominciare dal 2015 e per dispiegarsi in pieno, ci auguriamo, nel 2016".

DISOCCUPAZIONE - Il miglioramento dei conti permetterebbe di superare il più grave problema dell'economia italiana: la disoccupazione, soprattutto giovanile, circa quale Padoan ha spiegato: "Le condizioni del mercato del lavoro continuano a rimanere problematiche, nonostante i primi segnali di stabilizzaizone. Il tasso di disoccupazione resta molto elevato, e colpisce soprattutto i giovani e il Sud. In tale contesto non si può ignorare il disagio sociale crescente". "In Italia la quota di persone a rischio povertà o esclusione sociale è aumentata dal 25,3% del 2008 a quasi al 30% del 2012, a fronte di una media europea sotto il 25%", ha aggiunto. Per Padoan la riforma del mercato del lavoro "è una riforma complessa che permette di semplificare, crea lavoro e più occupazione giovanile, è un elemento di crescita e di inclusione sociale".


PRIVATIZZAZIONI - Il ministro dell'Economia ha spiegato che "il governo deve accelerare il piano di privatizzazioni del governo precedente" con l'obiettivo di "aumentare l'efficienza delle imprese privatizzate e diminuire il debito pubblico". "L'attenzione su questo tipo di operazoni è crescente - ha aggiunto - e rilevante: va sfruttata nel migliore dei modi". Tra le aziende che vanno verso la provatizzazione ci sono le Poste, ha ricordato il ministro, che ha anche sottolineato come il governo pensi alla "dismissione di partecipazioni che potrà essere fatto da società controllate, come Ferrovie e Cdp". In merito a Cdp Padoan ha fatto riferimento esplicito a Fincantieri. "Notiamo che l'attenzione e l'interesse dei mercati su queste opportunità è crescente, rilevante, va sfruttata nel migliore dei modi. E in questo senso il Governo sta ponendo un'attenzione crescente" aggiunge. "Ricordo che lo Stato è azionista di controllo di oltre 30 società, ed azionista di riferimento di società quotate in molti comparti, ed almeno in alcuni di questi comparti c'è spazio per un ruolo ridotto dell'operatore pubblico".

PARTI SOCIALI - "L'azione di governo è un insieme compatto di misure che si devono sostenere a vicenda, il cui senso risiede non nel singolo provvedimento ma nell'azione complessiva di riforma e che si basa su a una prospettiva pluriennale. Quindi si tratta di misure che vanno prese e decise assieme", ha concluso Padoan. "Inoltre, al dilà del disegno coerente e complessivo sarà fondamentale la rapidità e l'efficacia dell'implementazione - ha proseguito - e in questo sono pienamente d'accordo con quanti nel panel precedente dicevano 'bisogna fare' e questo è naturalmente un impegno fondamentale del governo". "Perchè una simile strategia abbia successo risulteranno fondamentali il coinvolgimento e il contributo costruttivo delle parti sociali - ha spiegato - delle associazioni imprenditoriali, delle parti politiche e dell'opinione pubblica. Le vostre proposte - ha detto alla platea degli associati a Confcommercio - quindi continuino e saranno sempre benvenute".




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