Padoan: Controlleremo Enel, Eni e Poste anche con quote più basse
E sui Panama Papers: "Molto da fare, analisi su voluntary disclosure"

 "Valorizzare le imprese pubbliche non significa soltanto vendere un pezzo dello Stato per fare cassa ai fini dell'abbattimento del debito ma significa anche esporre il management alla concorrenza e allo scrutinio dei mercati per migliorare i risultati e la qualità dei servizi. Questo vale per Poste, Fs, Enav". Così il ministro del Tesoro, Pier Carlo Padoan, intervistato da 'il Sole 24 Ore' sul tema privatizzazione. In merito al mancato introito che doveva arrivare da Fs, il cui ingresso in Borsa è stato rinviato al 2017, spiega: "Ci sono ancora spazi di valorizzazione, anche per le stesse Poste. La capacità di controllo da parte dell'azionista si può garantire con una quota di partecipazione più bassa, come nel caso di Eni ed Enel". Nello specifico in merito al ventilato collocamento sul mercato di ulteriori quote di Poste è chiaro: "È una possibilità, in ogni caso sempre mantenendo il controllo".

 

PANAMA PAPERS. "Per quanto riguarda l'Italia, confermo che siamo un paese all'avanguardia nella lotta ai paradisi fiscali. Al tempo stesso i Panama Papers dimostrano che ci sono ancora molti buchi neri nella lotta all'evasione internazionale, soprattutto in termini di localizzazione di strutture societarie. Prenderemo iniziative nelle sedi internazionali, formali e informali, come per esempio il G5 di cui l'Italia fa parte con Francia, Inghilterra, Spagna e Germania", ha sottolineato Padoan in merito ai Panama Papers. Non esclude un aggiornamento della voluntary disclosure. "Sul piano interno stiamo facendo un "tagliando" ai meccanismi della voluntary disclosure per capire quali risultati ha prodotto e se esistano ancora margini di utilizzo. Se una macchina funziona e ci sono ancora chilometri da fare, si può certamente usare ancora".

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