Padoan: Basta vivacchiare, riforme ma non tocchiamo le pensioni

(di Jan Pellissier)

Trento, 31 mag. (LaPresse) - "In questa fase è importante ci siano misure che danno lo slancio all'economia sul breve termine ma anche misure che cambiano in profondità le regole del mercato del lavoro. In questo modo i benefici dovrebbero essere crescenti e visibili". Così Pier Carlo Padoan, ministro dell'Economia, ha riassunto i prossimi passi del Governo in fatto di politica economica al Festival dell'Economia. Un mix di interventi immediati che si affiancheranno alle grandi riforme, a cominciare da quella della P.a. come aveva detto anche in un'intervista al 'Wall street journal' uscita oggi. La spada di Damocle del ministro è però il reperimento delle risorse: "Dove troveremo i soldi? Non posso rispondere. Questa è la domanda classica che si fa a chi occupa il mio ruolo". Anche perché la ripresina può fermarsi in un momento: "L'economia sta dando dei lievissimi segni di ripresa, che vanno rafforzati. Possiamo vivacchiare o possiamo accelerare e calcare un sentiero di piena ripresa".

Mettiamo si acceleri. "Se avessimo un taglio a due cifre del cuneo fiscale e un recupero più deciso a livello fiscale, potremmo seguire un sentiero più elevato di crescita" ha risposto Padoan. Ma la ricetta è più articolata, e comprende aspetti a volte interpretati come marginali: "Il pagamento dei debiti della p.a. è legato all'introduzione della fatturazione elettronica. Non ci saranno scuse: se un'impresa emette una fattura, questa deve essere evasa in tempi certi. Questo secondo noi porta ad un abbattimento dei costi. Non solo: le riforme della p.a. si sostengono a vicenda". Su altri fronti però le risposte non ci sono: "Una formula magica per l'occupazione io non ce l'ho. Magari ce l'avessi. Chiedetela a Renzi. E' probabile che lui ce l'abbia". Di sicuro non si interverrà più sulle pensioni: "L'età pensionabile è già indicizzata alle aspettative di vita. Le misure che in altre Paesi vanno nella direzione dell'abbassamento dell'età pensionabile, sono misure inefficienti". E un innalzamento dell'età pensionabile? "No" ha risposto secco.

Di certo continuerà la volontà di attirare investitori stranieri, quelli sì capaci di creare lavoro. Proprio come fanno anche le nostre imprese, ad esempio la Fiat di Sergio Marchionne, seduto in platea ad ascoltare il ministro ("un asso di questo Governo" l'ha definito il manager del Lingotto), tema su cui Padoan svicola quando gli viene chiesto se questo Governo sarà succube del Lingotto: "Alle provocazioni non rispondo". Alitalia, ed i suoi 2.600 esuberi è un altro tema caldo, ma Padoan si dice ottimista e nega che l'Europa si stia opponendo alla fusione con Etihad: "La vicenda sta facendo progressi, sta andando avanti". Più complessa e delicata politicamente la vicenda Rai, con 1.500 possibili tagli: "La Rai come altri enti è sottoposta alle richieste relative alla spending review, e naturalmente queste richieste implicano che ci debba essere uno sforzo di efficientamento". Aggiungendo: "La possibile utilizzazione di parte di RaiWay - ha proseguito Padoan - è parte del processo di riduzione dei costi nell'ambito della spending review che è parte a sua volta del decreto". Il 2 giugno ci saranno le raccomandazioni dell'Europa all'Italia, e Padoan non teme clamorose bocciature continentali: "Le raccomandazioni della Commissione - ha detto Padoan - hanno a che fare con gli squilibri macroeconomici e le riforme strutturali che tutti i governi europei devono affrontare. Io mi attendo che si riconosca a questo Governo uno sforzo di riforma strutturale del sistema. Per quanto riguarda la finanza pubblica, è normale che ci siano diversità di opinioni".

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