P.a, Codacons: Sprechi ogni anno costano 1.250 euro a famiglia

Roma, 20 set. (LaPresse) - Gli sprechi della pubblica amministrazione nell'acquisto di beni materiali costano ogni anno 1.250 euro ad ogni singola famiglia italiana. Lo denuncia oggi il Codacons, che fa i conti in tasca agli enti pubblici centrali e locali.

"Si tratta - sostiene l'organizzazione - di spese folli sostenute per l'acquisto dei più disparati prodotti, dalla benzina ai computer, passando per telefonini e carta, a prezzi ben superiori rispetto quelli convenzionati stabiliti dalla Consip, la centrale acquisti della pubblica amministrazione italiana. Accade così che, secondo Codacons, per i carburanti gli enti pubblici arrivino a spendere il 13,6% in più rispetto alle tariffe fissate dalla Consip; per un personal computer la maggiore spesa è del +25,8%; per la telefonia +22,6%, per una fotocopiatrice +38%, fino ad arrivare al +68,2% di spesa per una stampante individuale. Dati questi che emergono da un apposito documento redatto dal Tesoro".

"Complessivamente, su una spesa totale per l'acquisto di beni e servizi pari a 127 miliardi di euro annui, gli sprechi della pubblica amministrazione centrale e locale derivanti dall'acquisizione di prodotti a prezzi fuori convenzione, ammontano a circa 30 miliardi di euro all'anno, soldi che potrebbero essere risparmiati ed investiti per ridurre la pressione fiscale o sanare i conti pubblici", denuncia il presidente Codacons, Carlo Rienzi.


"Gli enti pubblici - aggiunge - usano stratagemmi per acquistare prodotti fuori convenzione, in modo da non dover sottostare ai prezzi fissati dalla Consip, pur potendo scegliere pc, stampanti e fotocopiatrici a tariffe più basse di quelle di mercato". Si tratta, secondo Rienzi, "di un terreno torbido per il quale chiediamo una indagine approfondita da parte del Ministero dell'economia e della Corte dei Conti, considerato il danno arrecato alla collettività pari a 1.250 euro a famiglia all'anno", conclude.

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