Ocse: Nel 2012 crollano aiuti italiani allo sviluppo: -34,7%

Roma, 3 apr. (LaPresse) - Gli aiuti allo sviluppo offerti dall'Italia nel 2012 l'Italia sono calati del 34,7% rispetto al 2011. E' si legge in un rapporto dell'Ocse sugli aiuti offerti dai Paesi industrializzati a quelli poveri, secondo il quale il calo è dovuto al minor numero di rifugiati in arrivo dal Nord Africa e alla riduzione degli impegni per la riduzione del debito. L'Italia, si legge ancora nel rapporto, ha espresso un fermo impegno ad aumentare le allocazioni di assistenza ufficiale allo sviluppo (Oda) e a raggiungere lo 0,15-0,16% del reddito nazionale lordo nel 2013.

Complessivamente nel mondo l'aiuto allo sviluppo è calato del 4% in termini reali nel 2012, dopo aver registrato già un calo del 2% nel 2011. Alla base della contrazione ci sono i continui tagli di bilancio dovuti alla crisi. Il segretario generale dell'organizzazione Angel Gurría esprime preoccupazione ma sottolinea tuttavia anche che "nonostante la crisi nove Paesi sono riusciti comunque ad aumentare l'aiuto. Spero - sottolinea - che la tendenza generale si inverta man mano che ci avviciniamo alla scadenza del 2015 per gli obiettivi di sviluppo del millennio".

"Il calo" degli aiuti allo sviluppo messi in campo dall'Italia "è dovuto a scelte precedenti al governo Monti, per il 2013 grazie al nostro impegno ci sarà un inversione di tendenza positiva", sottolinea il ministro della Cooperazione Internazionale Andrea Riccardi in una nota. "Per l'Italia - sottolinea - si tratta di un risultato negativo frutto sia delle scelte compiute con l'ultima finanziaria dal governo precedente, sia della fine dell'emergenza umanitaria libica, che conferma una tendenza negativa".

"La vera novità - annuncia - riguarda il 2013: grazie alle risorse aggiuntive previste dall'ultima finanziaria, l'aiuto internazionale dell'Italia registrerà un'inversione di tendenza, raggiungendo lo 0,15%-0,16% del Pil (oggi allo 0,13%, ndr), anche al netto di degli aiuti ai rifugiati e cancellazioni del debito. E' un dato riportato nel comunicato Ocse essenziale per riacquistare credibilità internazionale verso i partner G8 e le economie emergenti.

"Siamo ben lontani - sottolinea il ministro - dall'obiettivo europeo sottoscritto nel 2005, lo 0,7% per il 2015, ma da allora il mondo è cambiato. L'Italia deve aggiornare i propri impegni alla nuova realtà perché siano credibili e realistici soprattutto agli occhi dei Paesi in via di sviluppo, delle economie emergenti e dei Partner G8. Lo scorso hanno l'Italia si è impegnata a raggiungere progressivamente un livello di aiuti in linea con la media Ocse, lo 0,29% del Pil. Ho proposto per questo anno un calendario pluriennale fino al 2017, che il Parlamento sarà chiamato a valutare, per rendere più credibile l'impegno a un graduale riallineamento anche nei prossimi anni. La cooperazione non è un lusso ma una necessità. L'aiuto allo sviluppo può rilanciare la proiezione internazionale del nostro Paese: è un investimento per la crescita".

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