Ocse: l'economia italiana è ferma

Parigi (Francia), 8 set. (LaPresse/AP) - L'economia italiana ristagna e rimarra ferma per tutto quest'anno. E' l'opinione dell'Ocse, che stima per il Pil dell'Italia nel suo Interim Assessment, diffuso oggi, un calo dello 0,1% nel terzo trimestre e una crescita di appena lo 0,1% nell'ultimo trimestre del 2011. Tuttavia le previsioni dell'organizzazione internazionale con sede a Parigi risentono della fase di incertezza economica. Il margine di errore sulle previsioni relative all'Italia si aggira intorno al punto e mezzo percentuale per entrambi i periodi (1,4% nel terzo trimestre e 1,6% nel quarto).

Il rischio di una recessione economica è aumentato anche alivello complessivo ma "non è prevista una contrazione nell'ordine di grandezza di quella registrata nel biennio 2008-2009". Secondo l'organizzazione gli Stati Uniti cresceranno solo a un tasso dello 0,4% annualizzato nel quarto trimestre e la stima sull'incremento dei Pil dei Paesi del G7 nella seconda metà del 2011 su base annua è stata rivista al ribasso all'1,5%, dal 2,5% previsto dall'Ocse a maggio.

Tra le maggiori economie dell'eurozona, la Germania dovrebbe crescere del 2,6% nel periodo luglio-settembre, mentre le attese per il Pil tedesco nel quarto trimestre sono per una contrazione dell'1,4%. La Francia crescerà invece dello 0,9% nel terzo trimestre e dello 0,4% nell'ultima parte dell'anno. L'economia giapponese dovrebbe accelerare del 4,1% tra luglio e settembre e chiudere il quarto trimestre a crescita zero.

Manovra, Ocse: Misure in direzione giusta, Italia più credibile "La manovra italiana contiene provvedimenti che vanno nella giusta direzione". E' quanto affermato dal capo economista dell'Ocse, Pier Carlo Padoan. Secondo l'economista dell'organizzazione con sede a Parigi il provvedimento è stato migliorato "ed è un bene". In particolare, Padoan rileva come strutturali e quindi positive "il pareggio di bilancio nella Costituzione, l'allungamento dell'età pensionabile per le donne e l'abolizione delle Province". Misure che, aggiunge Padoan, "aumentano la credibilità dell'Italia".

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