Occupazione nel Mezzogiorno tornata ai livelli del 1977

Milano, 30 lug. (LaPresse) - Nel 2013 il divario di Pil pro-capite tra Nord e Sud è tornato ai livelli di dieci anni fa, negli anni di crisi 2008-2013 i consumi di delle famiglie sono crollati quasi del 13%, gli investimenti nell'industria addirittura del 53%, i tassi di iscrizione all'Università tornano ai primi anni Duemila e per la prima volta il numero di occupati ha sfondato al ribasso la soglia psicologica dei 6 milioni, il livello più basso dal 1977. Questa la fotografia che emerge dalle anticipazioni del Rapporto Svimez sull'economia del Mezzogiorno 2014 presentate oggi alla Camera dei Deputati a Roma. Una terra a rischio desertificazione industriale e umana, dove si continua a emigrare, non fare figli e impoverirsi: in cinque anni le famiglie assolutamente povere sono aumentate di due volte e mezzo, da 443mila a 1 milione e 14mila nuclei.

PIL MEZZOGIORNO -3,5%. In base alle valutazioni Svimez nel 2013 il Pil è crollato nel Mezzogiorno del 3,5%, approfondendo la flessione dell'anno precedente (-3,2%), con un calo superiore di quasi due percentuali rispetto al Centro-Nord (-1,4%). Da rilevare che per il sesto anno consecutivo il Pil del Mezzogiorno registra un segno negativo, a testimonianza della criticità dell'area.

Fanalino di coda del Mezzogiorno è la Basilicata che registra il -6%.

PIL NEGATIVO IN TUTTA ITALIA. A livello regionale nel 2013 segno negativo per tutte le regioni italiane, a eccezione del Trentino Alto Adige (+1,3%) e della stazionaria Toscana (0%). Anche le regioni del Centro-Nord, sono tornate a segnare cali significativi, come l'Emilia Romagna (-1,5%), il Piemonte (-2,6%), il veneto (-3,6%), fino alla Valle d'Aosta (-4,4%).

PIL PROCAPITE. Nel 2013 nel Mezzogiorno la regione con il Pil pro capite più elevato è stata l'Abruzzo (21.845 euro). Seguono il Molise (19.374), la Sardegna (18.620), la Basilicata (17.006 euro), la Puglia (16.512), la Campania (16.291), la Sicilia (16.152).

CALABRIA REGIONE PIU' POVERA. La regione più povera è la Calabria, con 15.989 euro, meno della metà della regione più ricca, la Valle d'Aosta, dove il pil medio è stato di 34.442 euro.

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