Moscovici: più flessibilità all'Italia, chiesto sforzo dello 0,25%. Banca d'Italia vede piccolo aumento Pil
(Finanza.com)
La correzione del deficit strutturale italiano nel 2015 deve essere pari allo 0,25% del Pil e non più allo 0,5%. Lo ha annunciato oggi Pierre Moscovici, commissario Ue per gli Affari economici e finanziari, in un incontro con la stampa italiana spiegando che si tratta dell'effetto della nuova interpretazione delle norme del Patto di Stabilità e crescita in seguito alla comunicazione sulla flessibilità della scorsa settimana. "Ha applicazione immediata e la valutazione che la Commissione farà all'inizio di marzo del programma di bilancio 2015 ne terrà conto", ha spiegato Moscovici, evidenziando che "l'Italia beneficerà di tutte e tre le clausole della comunicazione".

"Dobbiamo ricevere entro questa settimana, prima della finalizzazione delle previsioni economiche che presento il 5 febbraio, le informazioni relative alle analisi economiche e di bilancio italiane, oltre agli impegni su riforme", ha precisato il commissario, sottolineando che la scadenza è dettata dalla necessità della Commissione di includere i dati aggiornati nelle prossime stime. Con Roma, ha proseguito, "sono in corso scambi tecnici e ci sarà una seconda missione tecnica a Roma prima della fine del mese". La Commissione europea "riconosce al governo italiano una vera volontà di riformare l'economia". "Ho incontrato il ministro Pier Carlo Padoan e siamo in contatto permanente. Sosteniamo questo lavoro". Tale spinta, ha aggiunto Moscovici "è essenziale per rilanciare la competitività dell'economia italiana per uscire dalle difficoltà e rilanciare gli investimenti", e gli sforzi devono essere "perseguiti e intensificati: resta molto da fare, assicurando la reale attuazione delle riforme". La Commissione sarà particolarmente attenta che "i cittadini ne vedano i benefici".

"La nostra analisi – ha proseguito il commissario – si farà a inizio marzo e si baserà sull'applicazione della flessibilità perché questa comunicazione è immediata, è solo un'interpretazione delle regole che è compresa nel mio portafoglio". Per l'Italia, "lo sforzo richiesto passa da 0,5 a 0,25, che è già un progresso e che va rispettato. L'Italia può beneficiare delle tre clausole, quella per investimenti, quella per le riforme e quella per l'aggiustamento ciclico", che di fatto ha già ridotto lo sforzo richiesto a causa della recessione. Ma il commissario ha sottolineato che "potenzialmente" ha accesso alle tre clausole, perché per avervi accesso servono "riforme e investimenti". Se l'Italia non farà lo sforzo strutturale richiesto, Bruxelles può sempre giocare la carta delle sanzioni che però "sono sempre una sconfitta, lo scopo della Commissione non è punire ma convincere, vogliamo avere un dialogo costruttivo" con il Governo. 

Banca d'Italia: in primo trimestre 2015 ci sarà piccolo aumento del Pil
"Il primo trimestre del 2015 dovrebbe far segnare, dopo tre anni e mezzo di caduta pressoché ininterrotta, un piccolo aumento del Pil e si tratterebbe del primo di una serie di rialzi trimestrali che proseguirebbero fino a tutto l'anno prossimo". Lo ha detto il direttore generale di Banca d'Italia, Salvatore Rossi, durante un intervento all'Università di Udine. "L'imperativo categorico per l'oggi è uscire dalla recessione. Lo stiamo facendo, con incertezze e timidezze su cui occorre agire", ha spiegato Rossi aggiungendo che si tratta di "rialzi piccoli quanto il primo, dunque tali solo da far ricuperare in due anni il terreno perduto dalla fine del 2012, non anche quello, ben più esteso, perso nei cinque anni precedenti".

"I danni inferti alla nostra economia dalla doppia recessione degli ultimi anni sono stati maggiori di quelli subiti da altre", ha sottolineato Rossi, ricordando che oggi in Germania il livello della produzione nazionale è più alto di cinque punti rispetto a quello del 2007, in Francia di due; in Spagna è più basso di cinque, in Italia di nove. Questo perché "l'Italia è entrata nel tunnel recessivo con un tessuto economico-sociale indebolito dalle inerzie degli anni precedenti. Questo è il problema di fondo. Tuttavia, anche solo per intravedere soluzioni a quel problema occorre prima uscire dal tunnel".

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