Moody's mette sotto esame rating Italia: rischio retrocessione
Sotto la lente anche il contratto di governo M5S-Lega che include "potenziali costose misure su tasse e spesa, senza proposte chiare su come finanziarle"

In uno dei momenti più difficili per il nascente governo giallo-verde, per l'Italia arriva anche l'avvertimento di Moody's. L'agenzia di rating ha infatti deciso di mettere sotto osservazione il nostro Paese, che vanta un non eccelso giudizio di Baa2, per un possibile downgrade. Tradotto: rischiamo la retrocessione con possibili effetti negativi sui mercati.

La decisione di Moody's arriva per due motivi ben precisi, spiegati in un lungo comunicato pubblicato nella serata italiana. Il primo è un rischio significativo di un indebolimento materiale della "forza fiscale dell'Italia dati i piani fiscali del nuovo governo", il secondo è "il rischio che lo sforzo per le riforme strutturali si fermi e che le riforme del passato come quella delle pensioni siano ribaltate".

Ma c'è di più, perché alcuni passaggi mettono sotto la lente anche il contratto di governo M5S-Lega. "Lungi dall'offrire la prospettiva di un consolidamento del bilancio", include "potenziali costose misure su tasse e spesa, senza proposte chiare su come finanziarle". Per l'agenzia di rating il monitoraggio del prossimo periodo sull'Italia "consentirà di cercare maggiore chiarezza sui piani del nuovo governo e sulla portata di misure come flat tax e reddito di cittadinanza, nonchè le loro potenziali fonti finanziarie e le tempistiche per l'attuazione".

E, se Moody's riconosce che "esiste inevitabilmente una sostanziale incertezza ogni volta che si forma un nuovo governo riguardo alle intenzioni e alle capacità di quel esecutivo", il capitolo pensioni non lascia tranquilla New York. Perché? "Correzioni marginali alla riforma Fornero non sono fonte di preoccupazione", ma "una riduzione generalizzata dell'età pensionabile avrebbe un impatto molto più rilevante sulla sostenibilità del sistema pensionistico", dato che "l'Italia spende già quasi il 16% del Pil per le pensioni, uno dei rapporti più alti nelle economie avanzate".

Il sollievo è che resta "basso" il rischio di un'uscita dell'Italia dalla moneta unica europea. Qui la fiducia è riposta in Sergio Mattarella, capo dello Stato che ha per Moody's "un significativo potere per assicurare che qualunque governo italiano onori gli impegni internazionali, inclusi quelli assunti con l'appartenenza all'area euro".
 

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