Microsoft annuncia: Tagliamo 18mila posti di lavoro

Redmond (Washington, Usa), 17 lug. (LaPresse/AP) - Microsoft taglierà 18 mila posti di lavoro il prossimo anno.

La società di Redmond ha spiegato che la misura rientra nell'ambito dell'integrazione del business telefonia di Nokia, acquisito nello scorso aprile.

Con l'ingresso della divisione del gruppo finlandese nel perimetro di Microsoft i dipendenti sono infatti saliti fino a 127.000, a fronte dei 99.000 del 2013. Il colosso statunitense del software ha spiegato che 12.500 posti in esubero riguardano specializzati e personale di fabbrica.

Per i prossimi quattro trimestri, periodo nel corso del quale dovrebbero essere completati i tagli, Microsoft ha messo in conto tra gli 1,1 e gli 1,6 miliardi di dollari di oneri straordinari legati ai licenziamenti, di cui tra i 750-800 milioni per i trattamenti di fine rapporto.

Quella annunciata da Microsoft corrisponde a una riduzione del personale del 14%, la più grande della sua storia. La notizia ha innescato un balzo delle azioni a Wall Street di circa il 3%. In una mail ai dipendenti, il ceo Satya Nadella ha spiegato che si tratta di cambiamenti necessari "per diventare più agili e per muoversi più velocemente" nel panorama globale. La società fondata da Bill Gates sta spostando la sua attenzione dal mercato del software per Pc al cloud computing e ai prodotti cloud-based come il suo Office 365. La notizia degli esuberi era stata anticipata dalla stampa nei giorni scorsi, ma nessuno si attendeva un numero così elevato di licenziamenti.

"Inizieremo con la riduzione dei primi 13mila posti di lavoro, e la maggior parte verrà informata nei prossimi sei mesi. E' importate sottolineare che mentre eliminiamo ruoli in alcuni settori, ne stiamo aggiungendo altri in altre aree strategiche", ha precisato il ceo di Microsoft. Nadella ha spiegato che ulteriori dettagli sulla misura saranno resi noti con i risultati trimestrali, che usciranno martedì prossimo. In una comunicazione scritta la scorsa settimana, Nadella aveva spiegato che Microsoft avrebbe dovuto "cambiare ed evolvere" la propria cultura da "un mondo mobile-first a un mondo cloud-first".

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