Mettere a frutto la disoccupazione con una start-up: ecco Pressy

Tel Aviv (Israele), 18 gen. (LaPresse/Xinhua) - Restare disoccupati non è sempre una maledizione, se uno riesce a farsi venire una buona idea e a metterla in pratica. E' quello che è successo a un giovane programmatore israeliano, Nirmrod Back, che ha aperto una start-up a Tel Aviv.

"Stavo lavorando su una app - racconta - e mi sono accorto di avere un problema. Ogni volta che volevo testarla dovevo risvegliare il telefono, sbloccarlo, uscire da Facebook, eccetera. Tutte operazioni meccaniche sempre uguali. Così mi è venuto in mente un modo per eliminare il problema".

Ne è venuto fuori Pressy, un semplicissimo connettore, programmabile attraverso una app, che fa una cosa banale: permette di automatizzare una sequenza di operazioni. In questo modo se uno frequentemente usa il telefono come registratore, per esempio, potrà, schiacciando quel semplice tasto, fare in modo che si apra l'applicazione della registrazione e si avvi. Oppure se manda sempre un messaggio quando sta arrivando a casa, può programmarlo per spedire un sms precompilato a un certo numero. Le possibili applicazioni sono infinite.

La produzione del connettore è stata affidata a un produttore cinese, spiega Boaz Mendel, il designer. "Si tratta - dice - del modo più veloce e più economico di realizzare questo oggetto. E devo dire - sottolinea - che hanno fatto un ottimo lavoro".

Ma, come per ogni prodotto che funziona, il problema è quello dei cloni, messi sul mercato da chi ha rubato la loro idea. "Ci abbiamo messo sei mesi - spiega Back - ad arrivare sul mercato. In questo lasso di tempo in molti ci hanno copiato, e ora ci sono molti cloni in giro. Li stiamo denunciando, perché abbiamo un brevetto. Speriamo che saremo in grado di eliminarli".

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