Metalmeccanici in piazza a Napoli. Landini: Parte onesta del Paese non appoggia Renzi

Napoli, 21 nov. (LaPresse) - E' sempre più acceso lo scontro tra la Fiom e il premier Matteo Renzi. Stamane dal corteo dei metalmeccanici a Napoli il segretario Maurizio Landini, ha attaccato Renzi, affermando che il presidente del Consiglio non avrebbe l'appoggio delle persone oneste. Per il partito si è fatto carico di rispondere il senatore Andrea Marcucci: "Le parole di Landini - ha detto - confermano e sottolineano i pregiudizi ideologici di chi organizza le piazze. Il Pd ha oltre 11 milioni di elettori che meritano rispetto, lasciamo alla Cgil le provocazioni, e la voglia di nuovi scontri sociali. Il Governo ed il premier Renzi risponderanno con l'approvazione del jobs act, fatti concreti contro le solite parole al vento".

"Non ho mai pensato - ha ribattuto Landini su Twitter - come mi viene attribuito da alcuni mezzi di informazione, che Renzi non abbia il consenso degli onesti, ho soltanto detto e ribadisco che il premier non ha il consenso della maggioranza delle persone che lavorano o che il lavoro lo cercano, che sono la parte onesta del Paese".

"Un governo che non ha in mente una politica industriale - ha detto Landini durante il corteo - e non parte dal rilancio del Mezzogiorno non va da nessuna parte", aggiungendo che "Renzi dovrebbe avere rispetto per le persone che rinunciano al salario e scioperano. Lui dovrebbe ascoltare queste persone, i giovani, i precari e anche i sindacati, non solo la Confindustria e i poteri forti".

"Noi - ha spiegato - siamo in piazza per unire questo Paese, non per dividerlo come sta facendo Renzi". "Le scelte del governo Monti e della Fornero - ha proseguito - poi le hanno votate tutti, non una persona sola. Questo intervento che viene fatto oggi è molto peggio di quanto ha fatto Monti. C'è un'idea di liberalizzazione totale dei licenziamenti". "Bisogna invece estendere la cassa integrazione a tutti, poi - ha proseguito - serve un sostegno al reddito per chi perde i lavoro e vanno ridotte a 5-6 le forme di lavoro".

"Quindi - ha continuato - dobbiamo incentivare la solidarietà per evitare i licenziamenti. Poi bisogna garantire un diritto alla formazione, che oggi non esiste. Le risorse ci sono se tutte le imprese versano il contributo per la Cig, poi ci vuole una lotta vera all'evasione fiscale", ha aggiunto il leader della Fiom.

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