Metà dei pensionati italiani prende meno di mille euro al mese

Roma, 20 nov. (LaPresse) - Oltre la metà dei pensionati italiani ha una pensione inferiore ai mille euro al mese. E' quanto si legge nel rapporto sociale dell'Inps, presentato oggi a Roma. I pensionati che hanno una pensione sotto questo importo sono 7,2 milioni. Il 35% dei pensionati ha invece una pensione tra i 500 e i mille euro, mentre il 24% ha un reddito tra i mille e i 1.500 euro, il 17% sotto i 500 euro. Il 2,9% ha una pensione sopra i tremila euro.

Cionostante, la spesa pensionistica sale: ha toccato quota 194,4 miliardi di euro nel 2011, in crescita rispetto ai 191,2 miliardi di euro del 2010. Tutto questo a fronte di un crollo del numero di pensioni liquidate: lo scorso anno sono state 964.487 contro 1.127.501 del 2010. Le nuove domande per le pensioni di vecchiaia e anzianità, infatti, hanno toccato il minimo storico nel 2011, attestandosi a 360.335, per effetto del blocco seguito all'introduzione della cosiddetta finestra mobile. L'Inps spiega che fino al 2010 "poteva accedere alla pensione anche una quota di lavoratori che maturavano i requisiti di età e contribuzione nello stesso anno della decorrenza". Dal primo gennaio 2011, invece, nessun lavoratore ha potuto accedere alla pensione nello stesso anno di raggiungimento dei requisiti selettivi, dato che la finestra mobile prevede un differimento della decorrenza di 12 mesi o 18 mesi. Da qui, quindi, il calo delle domande per le pensioni di vecchiaia e anzianità.

"La riforma delle pensioni è severa", ha commentato il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ha preso parte alla presentazione. "Credo - ha spiegato - che i cittadini hanno anche forse un pò di rabbia, ma credo che si domandino molte cose e noi, l'Inps, deve dare delle risposte. La domanda che i cittadini si fanno è: 'questo sistema adesso è più sostenibile almeno?'. L'Inps deve dare una risposta positiva: non possiamo alimentare nuove preoccupazioni nei cittadini, meno che mai che preoccupazioni che siano frutto di ambiguità derivanti dalla fusione dell'Inpdap e dell'Enpals nell'Inps". "La sostenibilità - ha sottolineato - è data dalle regole e le regole ora sono sostenibili anche rispetto all'invecchiamento della popolazione, il sistema è sostenibile".

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