McDonald's, scossone ai vertici: ceo Don Thompson dice addio alla 'McFamily'
(Finanza.com)
Il dorato regno degli hamburger soffre. Una crisi delle vendite che sta colpendo anche le "Montagne dorate" di McDonald's. Sono trascorsi pochi giorni dalle dimissioni del numero uno di Mattel, la celebre azienda di giocattoli americani che produce la Barbie, ed ecco che il colosso dei fast food, vera e propria icona della globalizzazione, un brand riconosciuto ovunque nel mondo, ha annunciato la sua decisione di cambiare vertici: il ceo Don Thompson lascerà il gruppo (la MC Family, come l'ha definita lui stesso) dopo tre anni alla guida della società e dopo 25 anni in McDonald's. "E' difficile dire addio alla famiglia McDonald's, ma c'è un tempo e una stagione per tutto", ha dichiarato Thompson, annunciando il suo ritiro.

Il suo posto verrà preso da Steve Easterbrook, che fino a questo momento ha ricoperto la carica di chief brand officer. Easterbrook, nuovo amministratore delegato e presidente del gruppo, prenderà le redini della società a partire dal prossimo primo marzo. Una notizia che ha messo le ali a McDonald's nel dopo mercato: il titolo ha chiuso le contrattazioni in flessione dello 0,88%, per poi accelerare nell'afterhours fino a segnare una crescita di circa il 3,39% a 91,79 dollari. 

Nella nota stampa la società non spiega le ragioni dell'addio che però sono facilmente intuibili se si osservano le performance dei risultati finanziari dell'ultimo trimestre del 2014. Lo scorso 23 gennaio McDonald's ha annunciato di avere terminato il quarto trimestre fiscale con vendite same-store (ossia quelle nei punti vendita aperti almeno da un anno) in calo dello 0,9% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente e quelle negli Stati Uniti scendere dell'1,7%. Nell'ultimo scorcio del 2014 gli utili sono calati a 1,1 miliardi di dollari (pari a 1,13 dollari per azione) dagli 1,4 miliardi (pari a 1,40 dollari per azione) dell'anno prima. Giù del 7% i ricavi ammontati a 6,57 miliardi di dollari. Escludendo l'impatto dei tassi di cambio, il fatturato si è ridotto dell'1%. Gli analisti si aspettavano un utile per azione di 1,22 dollari su un giro d'affari di 6,69 miliardi di dollari.

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